Cgil Cisl Uil Emilia-Romagna aderiscono alla giornata “Il lavoro per il clima”, in programma domani – mercoledì 26 giugno. L’iniziativa è lanciata dal sindacato mondiale (Ituc-Csi) per riflettere e agire sul cambiamento climatico nelle aziende e sul territorio. «Se non agiamo subito rischiamo danni irreversibili al nostro pianeta. Gli aumenti di temperatura porteranno alla perdita di 72 milioni di posti di lavoro a livello globale. Oltre 83 milioni di rifugiati del clima sono già fuggiti dai loro Paesi e hanno perso i loro mezzi di sostentamento, lavoro compreso. I disastri legati al clima sono stati responsabili di migliaia di morti e di 320 miliardi di dollari in perdite economiche. Abbiamo undici anni per stabilizzare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi, dobbiamo farlo da subito e ognuno (governo, imprese, pubbliche amministrazioni, forze sociali, persone) ha il dovere di fare la sua parte. Sono necessarie misure di transizione per proteggere i lavoratori e le lavoratrici, le loro famiglie e le loro comunità». Queste sono alcune delle principali ragioni che hanno spinto i sindacati dell’Emilia-Romagna ad aderire all’iniziativa di domani. È importante che in ciascun luogo di lavoro si acquisisca piena consapevolezza del problema e ci si inizi a porre alcune domande: quante emissioni climalteranti vengono prodotte dalla mia azienda? Quali altri impatti ambientali sono associati ai processi produttivi nei quali operiamo? È possibile fare qualcosa per ridurli? Quale contributo possiamo dare come lavoratori e lavoratrici e come sindacato per un’economia più pulita e sana per tutti? Vi sono buoni esempi di contrattazione collettiva tra sindacato e management aziendale in regione in cui il miglioramento ambientale è stato affrontato congiuntamente. Nel contratto Ducati (Bologna) sono previsti incentivi alla mobilità sostenibile per andare al lavoro (convenzioni con il trasporto pubblico locale, car sharing, incentivi all’uso della bicicletta per andare al lavoro); nel contratto Ondaplast (Longiano) l’azienda si impegna a ridurre le proprie emissioni in atmosfera; alla Basf di Pontecchio Marconi le parti sociali impegnano l’azienda a diventare leader globale nel campo della salute, benessere e sostenibilità; nel contratto Panariagroup (Toano) è previsto il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza anche nel sistema di gestione ambientale dell’azienda; nel contratto Parmareggio (Modena) è previsto che l’azienda coinvolga i rappresentanti dei lavoratori in progetto di diffusione della cultura ambientale nei confronti di tutti gli addetti. «Anche a livello territoriale sono stati fatti passi in avanti importanti, anche grazie al processo di attuazione del Piano energetico regionale, alla cui stesura ha partecipato il sindacato. L’ultima stima disponibile (2017) prodotta da Ervet ci dice che le emissioni di gas a effetto serra in Emilia-Romagna sono diminuite del 9% rispetto al 1990, che le fonti rinnovabili coprono il 12% dei consumi energetici finali lordi e che v’è stato un miglioramento del 20% dell’efficienza energetica rispetto ai consumi tendenziali. Lo scopo della giornata di mobilitazione di domani è invitare tutti a fare di più. «Il nostro obiettivo è promuovere la transizione verso lo sviluppo sostenibile creando nuovi posti di lavoro di qualità in un contesto in cui sviluppo economico – concludono Cgil Cisl Uil Emilia-Romagna – non significhi crisi ambientale».