Effetti deleteri della Legge 107 … anche in estate! E’ quanto denunciamo come Cisl Scuola Emilia Centrale: la legge 107, nota come “Buona Scuola” infatti ha previsto che il dirigente scolastico “propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi“. Ecco, realizzata, la tanto auspicata “chiamata diretta”: i presidi pubblicano gli “avvisi” sui siti delle proprie scuole (si parte oggi, per la scuola dell’infanzia e primaria), dopo aver verificato l’effettiva disponibilità dei posti; successivamente esamineranno i curricula pervenuti e procederanno alla proposta di incarico. Nel contempo, i docenti dovranno “caricare” sul sistema apposito del Ministero dell’Istruzione (istanze online) il proprio curriculum, le proprie competenze ed esperienze professionali e presentarlo ad una o più scuole. Il dirigente può prevedere un colloquio, in presenza o in remoto (Skipe, videochiamata…) e, comunque, la scelta deve essere motivata.

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Insomma, è stato disciplinato il meccanismo della “domanda e dell’offerta”, utilizzando, espressioni di grande impatto, molto convincenti: “individuazione per competenze”, salvaguardia di “correttezza formale e pari opportunità”, “esigenze della scuola, “coerenza con il Piano triennale per l’offerta formativa”, “progettualità”, “conoscenze disciplinari e metodologiche”… Insomma sembrerebbe una grande operazione di democrazia e di rispetto per i territori, per le esigenze peculiari e specifiche delle singole scuole.

Qualche docente non sarà assegnato inizialmente ad alcuna istituzione scolastica, o per mancato accoglimento della candidatura o per non pubblicazione del relativo avviso: in questo caso si verrà assegnati alle scuole dagli uffici scolastici regionali. Con quali criteri? Non è specificato. Tutti i docenti non richiesti, perché privi di competenze appetibili finiranno nella stessa scuola? Questo tutto in tempi brevissimi, aggravando ulteriormente l’attività dei dirigenti e delle segreterie.

Forse l’opinione pubblica – o parte di essa – esulta di fronte a queste “innovazioni”, enfatizzando i possibili effetti positivi della cosiddetta “chiamata diretta”: ci si dimentica, però, che la scuola non è paragonabile ad alcun tipo di azienda, e che, dietro ad ogni proposta, accettazione, incarico, c’è una persona – e la sua famiglia – convinta di arrivare in una determinata Scuola  di un determinato “ambito” mentre si potrebbe trovare assegnata ad un’altra Scuola.

Un impianto così, penalizzante e punitivo (qualcuno ha pensato alle conseguenze della rassegnazione, della demotivazione, della precarietà?) per i lavoratori – e gli stessi alunni – non può esigere il nostro appoggio, il nostro avallo.

 

Mariarita Bortolani (Cisl Scuola Emilia Centrale Sede RE)