Si sono svolte da metà maggio fino al 13 giugno le elezioni per eleggere i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale, che saranno in carica sul territorio provinciale per i prossimi anni.

Le consultazioni si sono svolte in 116 aziende (830 addetti complessivi) che operano nel settore artigiano, a maggioranza metalmeccanico (644 addetti), seguito dal comparto ceramica gomma-plastica (115 addetti) e legno-lapideo (71 addetti).Hanno votato 578 lavoratori esprimendo un voto favorevole alla presenza degli RLST per il 98,96%.

Un dato di partecipazione che è raddoppiato rispetto a quello del 2013 quando a votare furono meno di 300 persone – hanno spiegato Domenico Chiatto di Cisl Emilia Centrale, Ciro Maiocchi di Cgil Reggio Emilia e  Giancarlo Pelati di Uil Reggio Emilia – . A dimostrazione del fatto che le visite ispettive fatte in questi anni e la collaborazione con le aziende che abbiamo messo in campo per sanare le irregolarità riscontrate hanno pagato”.

Nei passati sei anni gli Rlst hanno fatto visita a 1.138 aziende su 4.220, circa 300 aziende l’anno, con una media di circa quattro dipendenti ciascuna.  Il ruolo delle Rlst, come previsto dal Decreto 81 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha favorito in questi anni una maggiore attenzione a tutti quei parametri che risultano fondamentali per la sicurezza di chi lavora.

Ci troviamo in un settore, quello artigiano, che a differenza di quello industriale ha basse probabilità di produrre incidenti mortali o molto gravi. Ciò che capita maggiormente sono schiacciamenti, cadute e tagli  – hanno spiegato i sindacalisti insieme agli Rlst eletti che hanno partecipato alla conferenza stampa – questo in particolar modo perchè è un settore in cui ci sono pochi lavoratori specializzati ed esperti e la variabilità occupazionale è molto più bassa rispetto all’industria. La presenza di rappresentanti per la sicurezza, interni o territoriali, fa da stimolo a migliorare laddove ce n’è bisogno”.

Una situazione dunque, quella fotografata, di un settore che si muove tra  irregolarità non sostanziali in cui la maggior parte delle volte c’è la volontà di collaborare per sanare gli aspetti che risultano inidonei alla sicurezza di chi lavora.

Probabilmente una delle “pecche” maggiori che abbiamo rilevato è quella relativa allo svolgimento dei corsi di formazione proprio sulla sicurezza – concludono   – , il cui costo è a carico aziendale e che vanno dalle 4 alle 12 ore a seconda del rischio comportato dal proprio lavoro”.

Gli Rlst eletti, 9 in tutto di cui 2 donne, continueranno nei prossimi anni a vigilare sulla sicurezza nelle aziende artigiane del nostro territorio (4.230 imprese in Provincia con circa 16.650 addetti – di cui 9.500 metalmeccanici).