Stato di agitazione con blocco delle prestazioni straordinarie e applicazione rigida delle norme contrattuali vigenti; entro le prossime 48 ore e nei limiti delle previsioni della legge che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, verrà comunicata la data di una prima giornata di mobilitazione nazionale. È questa la reazione dei sindacati dopo che sabato scorso è stato emanato lo schema di decreto che prevede la soppressione di Equitalia. equitalia«Chiediamo che il testo del decreto venga cambiato nel rispetto della dignità, delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, della storia di un paese democratico – l’Italia – ancora Stato di diritto. Chiediamo venga aperto subito un tavolo di reale e corretto confronto sindacale», affermano le segreterie nazionali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito e Uilca Uil del settore riscossione tributi. A una prima analisi emerge che il provvedimento non cambia le regole della riscossione in quanto non prevede la definizione agevolata di cui tanto si è sentito parlare negli ultimi tempi. Per i sindacati in questo senso il decreto delude le aspettative dei contribuenti. Il testo, anzi, prevede un potenziamento della riscossione riconoscendo al nuovo ente pubblico economico che sostituirà Equitalia ancora più poteri circa l’utilizzo dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. «Tale decreto, inoltre, contiene al proprio interno una condizione gravissima e inaccettabile per i lavoratori del settore – sottolineano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito e Uilca Uil – Il personale del gruppo Equitalia potrà passare alle dipendenze del nuovo ente “previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze”. Non ci è dato ancora sapere, con assoluta certezza, che cosa significhi esattamente questa frase nelle intenzioni del governo. Ciò che sappiamo certamente è che il personale dipendente dal gruppo Equitalia è transitato dai vecchi concessionari privati alla società ad azionariato pubblico a seguito della legge n. 248 del 2 dicembre 2005. Tutte le assunzioni effettuate dalla società a partecipazione pubblica successivamente alla data di entrata in vigore di quella legge – continuano i sindacati – sono state fatte utilizzando procedure di selezione tempo per tempo previste dal contratto vigente e dalle procedure deliberate dai vari cda succedutisi negli anni, i cui componenti sono stati decisi dagli azionisti pubblici (Agenzia delle Entrate e Inps). Combatteremo con grande determinazione, in tutte le sedi e con ogni mezzo possibile, affinché nessun dipendente di Equitalia debba superare alcuna prova per continuare serenamente ad applicare la propria professionalità nell’ambito del suo rapporto di lavoro a causa di una scelta di modifica organizzativa e gestionale del servizio di riscossione. A tale fine – concludono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito e Uilca Uil – porremo in essere ogni possibile iniziativa di carattere sindacale, politico e giuridico con il coinvolgimento attivo di tutta la categoria».