Troppa leggerezza nelle misure anti-Covid applicate in molte attività commerciali: i lavoratori sono preoccupati. Lo affermano i sindacati Filcams Cgil Modena, Fisascat Cisl Emilia Centrale e Uiltucs Uil Modena-Reggio Emilia tirando in ballo sia le aziende che i consumatori. “Il calo di attenzione a cui si è assistito complessivamente in questi mesi nelle misure di prevenzione e contrasto al rischio contagio, si sta riscontrando anche all’interno di molte attività commerciali – dichiarano i sindacati – Le misure sempre più stringenti che lo Stato e le Regioni stanno decidendo di adottare non sono sufficienti se non accompagnate da opportune verifiche e controlli. Stiamo ricevendo sempre più segnalazioni da parte degli addetti del settore di un allentamento, se non addirittura in alcuni casi di un azzeramento, dei contingentamenti all’entrata degli esercizi commerciali, di una gestione inesistente dei flussi all’interno, così come sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione e della misurazione della temperatura corporea. Cresce la tensione tra questi lavoratori, in particolare quelli che prestano la loro opera nei supermercati e ipermercati. Parliamo di lavoratori che sono sempre stati in prima linea dall’inizio della pandemia e hanno chiaro quanto sia importante la loro opera. Deve essere altrettanto chiaro, però, che la loro salute e sicurezza è e deve rimanere altrettanto essenziale”. Filcams-Fisascat-Uiltucs criticano anche l’ultimo Dpcm, così come la delibera della Regione Emilia-Romagna del 12 novembre, che confermano l’apertura festiva di supermercati e ipermercati. “Riteniamo che, data la fase così delicata, occorra prevedere la chiusura festiva anche dei supermercati e ipermercati, garantendo “una boccata d’ossigeno” a questi lavoratori che non si sono mai fermati in questi mesi. Non è più rinviabile una discussione sulla definizione di regole nel commercio perché anche quando vi sarà un ritorno alla normalità, – concludono Filcams Cgil Modena, Fisascat Cisl Emilia Centrale e Uiltucs Uil Modena-Reggio Emilia – un modello totalmente deregolamentato come quello attuale non sarà più sostenibile”.