CLAUDIO MATTIELLO_25«Sul premio di risultato ai lavoratori Ferrari, la Fiom non la racconta giusta». Lo afferma il segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale Claudio Mattiello replicando alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal segretario della Fiom di Modena Cesare Pizzolla. «Il bonus di 5 mila euro elargito ai dipendenti Ferrari nella busta paga di fine anno si somma ai 4.355,04 euro ricevuti in tre tranches a giugno e ottobre 2014 e aprile 2015 – ricorda Mattiello – Il totale del premio di competitività ammonta così a 9.355,04 euro. Credo che il sindacato debba avere l’onestà di esprimere soddisfazione per la decisione di un’azienda che riconosce l’impegno dei propri lavoratori nel raggiungimento di determinati risultati e che in questi anni non è mai ricorsa ad alcun ammortizzatore sociale». Detto questo, il segretario Fim ripercorre la storia degli ultimi contratti Ferrari. Mattiello ricorda che anche la Fiom firmò l’accordo che nel 2001-2005 riconosceva un premio di risultato di 2.750 euro, diventati 3.354 euro nel 2005-2008. «La stessa Fiom che all’epoca accettò un aumento di 604 euro in quattro anni, ora critica la Fim e la Uilm per aver firmato nel 2008 un accordo con la Ferrari che portò l’aumento a 3.654 euro. Nel 2012, dopo quattro anni di mancato accordo, ma comunque con il riconoscimento dei 3.654 euro per ogni anno, – continua Mattiello – le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto di lavoro del gruppo Fiat firmarono il rinnovo del contratto aziendale con un importo che poteva raggiungere il valore massimo di 5.250 euro, con la novità del “premio presenza”, che la Fiom ben conosce e contratta in altre aziende del territorio non solo modenese. Pertanto, né la Fiom né altri possono darci lezioni sulla contrattazione. Quanto all’appello a favore dell’unità sindacale, – conclude il segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale – se la Fiom firma il ccsl del gruppo Fca, non abbiamo nessun problema a farla partecipare al tavolo».