Accade al Gruppo Landi, in particolare a ‘Landi Renzo’ e ad ‘A&B’, aziende reggiane in contratto di solidarietà dove Fiom Cgil e azienda hanno sottoscritto un accordo che può prevedere fino a 89 licenziamenti, pari a 1/5 della forza lavoro.

“Per la prima volta sul territorio regionale – spiega Giorgio Uriti, segreteria Fim (Federazione italiana metalmeccanici) Cisl Emilia Centrale – la Fiom Cgil sta applicando le nuove norme sul Jobs act, che prevedono che all’interno del contratto di solidarietà possa essere aperta una procedura di mobilità. Se a parole viene osteggiata la riforma del diritto del lavoro, come ad esempio nelle manifestazioni svoltesi a Roma in ottobre, nei fatti la Fiom Cgil risulta la prima organizzazione sindacale ad applicarlo”. “Questo – entra nel merito il sindacalista – è accaduto al Gruppo Landi, in particolare a ‘Landi Renzo’ e ad ‘A&B’, aziende di Reggio Emilia in contratto di solidarietà dove Fiom Cgil e azienda hanno sottoscritto un accordo per i licenziamenti collettivi di 70 lavoratori nella prima e 19 nella seconda. Si parla quindi di 1/5 della forza lavoro in complesso delle due aziende. La procedura di mobilità è stata inviata alle organizzazioni sindacali venerdì 6 novembre, gli incontri si sono svolti la settimana successiva, e in questi Fiom e azienda hanno deciso di sottoscrivere un accordo che può mettere in mobilità fino a 89 dipendenti senza, a nostro avviso, i necessari passaggi negoziali”. “In particolare – prosegue – Fim ha chiesto quale era il piano industriale o come si riposizionava l’azienda a livello italiano ed europeo, quindi il piano per definire gli esuberi. L’azienda non ha dato risposta. Fim ha proposto di utilizzare ammortizzatori sociali difensivi come il contratto di solidarietà o altri strumenti ma non di sicuro la mobilità senza chiarimenti”. “Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge Uriti – che cosa sarebbe successo a tutti i lavoratori se non si fossero trovate le persone in esubero e, quindi il piano industriale per il futuro. Fim ha anche reclamato di inserire nel verbale di accordo la possibilità di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali possibili per evitare ulteriori licenziamenti. Per quanto ci riguarda l’azienda non potrà procedere con licenziamenti unilaterali”. “Per tutti questi motivi la Fim ha deciso di proseguire nella trattativa, chiedendo ed ottenendo un ulteriore incontro per mercoledì 18 novembre al fine di rispondere a tutte le domande a cui l’azienda non ha, ad oggi, dato risposta”, conclude da Reggio Emilia.