Hanno scioperato ieri per l’intero turno di lavoro i dipendenti del ristorante Flunch di GrandEmilia, che ha annunciato la chiusura entro il 15 gennaio e il conseguente licenziamento dei 34 addetti, in prevalenza donne. Oggi alla riapertura gli addetti hanno ricevuto minacce e offese. flunchSostenute da Filcams Cgil e Fisascat Cisl, ieri le lavoratrici hanno deciso di non presentarsi al lavoro per rafforzare la loro protesta, finalizzata a non garantire il servizio di ristorazione all’intera galleria del centro commerciale. Tutte le lavoratrici assunte a tempo indeterminato hanno aderito allo sciopero, ma l’azienda, che ne era venuta a conoscenza, ha comunque fornito il servizio con personale precario e a voucher. Filcams e Fisascat stanno verificando se nelle modalità con cui l’azienda ha sostituito le lavoratrici in sciopero sussistano gli estremi di attività anti-sindacale in violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Oggi alla riapertura, quando le lavoratrici si sono presentate regolarmente a inizio orario di lavoro, hanno subìto minacce e offese. Attaccati al marcatempo erano stati affissi cartelli con frasi come “Vergogna!”, “Con quale coraggio oggi ti presenti al lavoro?”, “Siete delle codarde e delle vigliacche”. «Si tratta di frasi chiaramente intimidatorie – affermano le lavoratrici – Si aggiungono ad altri messaggi scritti con cui ci rinfacciavano la disponibilità in passato a concedere permessi, ad aumentare ore di lavoro per questioni economiche ecc., facendo anche riferimenti espliciti ad alcune di noi che ne avevano usufruito. Inoltre, la maggior parte delle lavoratrici che ieri hanno scioperato, oggi sono state adibite dalla responsabile del ristorante a mansioni inferiori, per esempio le pulizie, anziché il servizio al bar, in cucina o alla distribuzione. Addirittura alcune lavoratrici sono state anche accusate dalla direttrice di maltrattare altre colleghe, con il chiaro tentativo di metterci le une contro le altre». Le lavoratrici e i sindacati non accettano questi metodi e ribadiscono che lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito. Sono ingiustificabili atteggiamenti ritorsivi che causano, per di più, ansia e stress per le lavoratrici. Filcams e Fisascat sono determinate a difendere le lavoratrici di Flunch e diffidano i soggetti coinvolti nella vertenza a mettere in campo azioni lesive della dignità delle lavoratrici. I sindacati sollecitano con forza tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dall’azienda teoricamente interessata al subentro, a trovare una soluzione alternativa alla chiusura che possa offrire la massima garanzia occupazionale.