«A causa di una ricostruzione superficiale e inaccettabile sulle origini del focolaio nella Neonatologia del Policlinico di Modena, una professionista è stata massacrata sui social e nel reparto si respira un clima di sfiducia da parte degli utenti. Chi ne porta la responsabilità deve scusarsi con tutti gli operatori del reparto». È durissima la reazione della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale dopo l’intervista, poi smentita, in cui il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena Cla

Gennaro Ferrara, segretario organizzativo Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

udio Vagnini ha affermato che “un’infermiera è stata contagiata dal figlio che non le ha comunicato la sua positività”. «È una dichiarazione infelice e priva di fondamento, la cui gravità – dice Gennaro Ferrara, segretario organizzativo Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – non è certo attenuata dalla nota pubblicata ieri sull’intranet aziendale che attribuisce la colpa ai media, nonostante sia disponibile in rete l’intervista allo stesso direttore. Noi della Cisl Fp Emilia Centrale esprimiamo piena vicinanza al reparto di Neonatologia del Policlinico di Modena, da sempre un’eccellenza della sanità regionale. Vagnini di fatto ha denigrato infermieri che lavorano da mesi in trincea. Ora chieda scusa a tutti gli operatori del reparto, alla persona interessata e al figlio, in queste ore pesantemente attaccati sui social». La stessa Cisl ha ricostruito, con tanto di date e documenti, quanto accaduto, rilevando che sia la scuola, che la professionista di Neonatologia e suo figlio hanno rispettato integralmente l’iter procedurale previsto dal Dipartimento di Sanità Pubblica. Ecco i fatti. Venerdì 9 ottobre la scuola frequentata dal figlio dell’infermiera di Neonatologia “accusata” contatta le famiglie per comunicare che in classe c’è un caso Covid +. Il giorno successivo – sabato 10 ottobre – nella mattina il ragazzo e i suoi compagni effettuano il tampone. Domenica 11 ottobre viene comunicata la positività sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Lo stesso giorno – domenica 11 – la madre infermiera, che ha da poco terminato il turno di notte, avverte la coordinatrice del reparto la quale, come da protocollo, attiva la sorveglianza. Martedì 13 l’infermiera, che non è tornata al lavoro, effettua il tampone con esito di positività ricevuto il giorno dopo – mercoledì 14. La Cisl rileva che solo lunedì 19 ottobre – sette giorni dopo la segnalazione al reparto – l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena decide di sottoporre a tampone tutti i professionisti entrati in contatto con l’infermiera. La positività di otto operatori viene scoperta il giorno dopo – martedì 20. Risulta purtroppo positivo anche un neonato in reparto, pur non essendo mai stato assistito dall’infermiera in questione. Mercoledì 21 ottobre, a seguito delle notizie sul focolaio in Neonatologia, il direttore generale dell’Aou Claudio Vagnini concede interviste in tv e sui giornali dichiarando che la colpa del focolaio è del figlio di un’infermiera che non ha informato della sua positività la madre, la quale avrebbe infettato il reparto. «Sui social – sottolinea Ferrara – si sono immediatamente scatenati commenti offensivi nei confronti dell’operatrice e della sua famiglia, mentre in Neonatologia si è creato un clima di sfiducia nei confronti delle professioniste. Lo riteniamo inaccettabile e gli operatori si attendono le scuse per quanto avvenuto», conclude il sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale.