Stato di agitazione e sciopero il 27 giugno. È la decisione presa all’unanimità dall’assemblea del personale della Fondazione Cresci@amo del Comune di Modena in seguito alla situazione di criticità che si è venuta a creare nella discussione per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto quasi un anno fa.
Le trattative sono iniziate nei mesi scorsi con la presentazione della piattaforma da parte dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals Confsal. La piattaforma contiene – tra le altre cose – la richiesta di interventi sull’organizzazione del lavoro e la formazione per il personale amministrativo su salute, sicurezza e carichi di lavoro.

L’assemblea del personale di Cresci@mo vota lo stato di agitazione e lo sciopero

Sulla parte economica punta ad azzerare definitivamente il divario tra le retribuzioni del personale della Fondazione e quello comunale, che in certi casi supera i mille euro annui.

«Negli incontri che si sono tenuti finora le proposte della Fondazione sulla parte normativa e l’organizzazione del lavoro non sono soddisfacenti – dichiarano Claudio Riso (Flc Cgil Modena), Alessandro Burgoni (Cisl Scuola Emilia Centrale) e Gianni Fontana (Snals Confsal Modena) – Sul versante economico, poi, registriamo forti distanze sia nella parte fissa che in quella variabile. Nella proposta della Fondazione, infatti, rimarrebbero ancora significative differenze retributive tra il personale della Fondazione stessa e quello del Comune di Modena. Per alcuni profili professionali arriverebbero a toccare i 500 euro annui per quanto riguarda la parte fissa, mentre per la parte variabile, legata a indicatori di produttività e valorizzazione dei risultati, rimangono ancora 600 euro di differenza.

A ciò si aggiunga che il personale di Cresci@mo ha un monte orario più alto rispetto a quello diretto del Comune. In pratica – spiegano i sindacalisti – in Fondazione si lavora di più e si guadagna di meno rispetto agli stessi profili professionali del Comune».

Fp Cgil, Cisl Scuola e Snals sottolineano che l’attuale differenza retributiva tra i lavoratori della Fondazione e quelli comunali è destinata ad aumentare nei prossimi mesi.
È, infatti, in dirittura d’arrivo il rinnovo del contratto nazionale delle funzioni locali applicato ai dipendenti comunali. Di conseguenza si allargherà ancora di più la forbice degli stipendi tra persone che svolgono lo stesso lavoro operando, direttamente o indirettamente, per lo stesso datore di lavoro.

«Fin dalla sua nascita, quella delle differenze salariali è stata una grave anomalia che ha caratterizzato la Fondazione Cresci@mo e penalizzato persone che svolgono il proprio lavoro garantendo elevati livelli di qualità del servizio – affermano Riso, Burgoni e Fontana – Questa differenza di trattamento, che in nessun caso può trovare giustificazione, oggi è ancora più grave alla luce dell’accordo sottoscritto il 3 febbraio scorso tra il Comune di Modena, Cgil, Cisl Uil e i rispettivi sindacati dei lavoratori pubblici e della scuola.
In quell’accordo il Comune di Modena si impegna a “valorizzare il personale della Fondazione Cresci@mo tramite azioni volte ad allineare il trattamento economico del personale della Fondazione a quello del personale diretto comunale, entro la vigenza contrattuale dell’integrativo di Cresci@mo”. Oggi, alla prova dei fatti, il Comune di Modena, ente proprietario della Fondazione (di cui stabilisce l’indirizzo politico), rischia di mettere in discussione i contenuti fondanti di quell’accordo».

Sono già state inviate alla prefettura di Modena e alla commissione nazionale di garanzia sul diritto di sciopero le comunicazioni per l’apertura dello stato di agitazione e la proclamazione dello sciopero per lunedì 27 giugno.

«Giovedì prossimo 23 giugno è previsto un nuovo incontro. Se non ci saranno fornite tutte le risposte che le educatrici, insegnanti e amministrativi si aspettano e se il Comune non sarà coerente con i propri impegni, il 27 giugno tutto il personale della Fondazione scenderà in piazza», avvertono Claudio Riso (Flc Cgil Modena), Alessandro Burgoni (Cisl Scuola Emilia Centrale) e Gianni Fontana (Snals Confsal Modena)