«A Modena e in Emilia-Romagna si respira un clima di sostanziale fiducia, confermato anche dal risultato delle elezioni regionali. Tuttavia le problematiche legate al mondo del lavoro rappresentano un’innegabile priorità». Lo dichiara il segretario generale della Cisl Emilia Centrale commentando l’indagine sulle fragilità sociali in Emilia-Romagna commissionata dalla Cisl regionale.

William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale

«In questi anni l’Emilia-Romagna e Modena hanno reagito alla crisi meglio di altre regioni e province, tanto da meritare l’appellativo di ‘locomotive d’Italia’ – sottolinea Ballotta – Tuttavia, ci preoccupa la qualità del lavoro, soprattutto per donne e giovani, con tipologie di contratti, come part time e tempi determinati, che hanno abbassato il reddito disponibile. Inoltre, le ore di lavoro sono diminuite e la cassa integrazione aumentata. Per questo la nostra prima priorità è aiutare i giovani a superare la mancanza di prospettive, i bassi salari e la precarietà lavorativa. La seconda priorità è alzare stipendi e salari attraverso la contrattazione decentrata (aziendale e/o territoriale). La terza priorità è rafforzare il ruolo centrale della formazione professionale, indispensabile sia per i giovani in cerca di occupazione che per gli adulti espulsi dalle aziende. Un aiuto può venire dal nuovo Patto per lo sviluppo di Modena, firmato a fine novembre. Abbiamo condiviso molte scelte del patto precedente, che ha funzionato. Siamo pronti a offrire ancora il nostro contributo di idee e proposte per costruire insieme una Modena non solo più competitiva e sostenibile, ma anche accogliente, coesa e – conclude il segretario della Cisl Emilia Centrale – capace di garantire un’occupazione stabile e di qualità, a partire dai giovani». «Anche il patto regionale per il lavoro ha dato risultati economici importanti, ma ora bisogna fare un ulteriore passo avanti in termini di qualità del lavoro, legalità, ambiente e inclusione sociale – aggiunge il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri – Questo per scongiurare che con la crescita dell’economia crescano anche le disuguaglianze sociali. Dalla nostra indagine, infatti, emerge che l’eccessivo peso delle tasse (per il 31,9% del campione), le spese impreviste (per il 24,1%) e le pensioni troppo basse (per il 12,2%) sono i tre problemi economici principali che i cittadini dell’Emilia-Romagna si sono trovati ad affrontare, con picchi di particolari difficoltà tra le famiglie con disabili o figli minori».