Reggio Emilia, 2 giugno 2017 – “Se questi anni di blocco salariale hanno qualcosa da insegnarci, tra queste c’è la certezza che le riorganizzazioni non si realizzano a costo zero”. Questo il punto espresso dalla Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale all’indomani dell’approvazione della legge regionale che sancisce l’incorporazione del Santa Maria Nuova nell’Ausl.

“La Regione Emilia Romagna e le aziende devono investire sul personale – dichiara Gennaro Ferrara, dirigente sindacale della Cisl Funzione Pubblica -. Non possono pensare che, nata la nuova azienda da 7 mila dipendenti, non si armonizzino i trattamenti del personale, che le riorganizzazioni si realizzino senza alcun riconoscimento economico a tutte le professionalità coinvolte, a partire dai coordinatori infermieristici. Inoltre non si può pensare che la progressiva contrazione del personale tecnico e amministrativo non trovi risposte per l’impegno ordinario e straordinario messo in campo. E – prosegue Ferrara – se è vero che il primo obiettivo per i precari è la stabilizzazione del rapporto di lavoro, anche per loro è urgente realizzare una piena armonizzazione economica rispetto ai colleghi a tempo indeterminato”.

Ma per portare a buon fine questi punti, servono risorse, soldi, che il sindacato chiede alla Regione: “Come Cisl – riprende il sindacalista – vogliamo che, in coerenza con l’accordo del 19 settembre scorso, vengano messe a disposizione delle risorse fresche. In caso contrario, rischiamo che i processi di riorganizzazioni annunciati dalla politica in tono trionfalistico, si traducano in un peggioramento dei servizi al cittadino e delle condizioni di lavoro degli operatori. Chiederemo dunque con forza che la Regione e la futura unica azienda sanitaria reggiana, trovino i fondi per armonizzare i trattamenti, del personale e per incentivare la riorganizzazione”.