Durante la pandemia sono diminuiti a Modena gli atti persecutori (stalking) e le violenze sessuali, ma sono aumentati i maltrattamenti in famiglia. Lo rivela la Cisl Emilia Centrale che, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha analizzato i dati della questura di Modena sui cosiddetti “reati spia” delle violenze di genere.

Rosamaria Papaleo, componente segreteria Cisl Emilia Centrale

«I dati mettono a confronto le denunce presentate tra il 1° gennaio e 31 ottobre 2019 e lo stesso periodo di quest’anno – spiega Rosamaria Papaleo, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Gli atti persecutori sono passati da 21 nel 2019 a 14 nel 2020 e le violenze sessuali da 23 a 10. La diminuzione di questi reati è sicuramente un fatto positivo, ma temiamo sia legata più all’obbligo di distanziamento sociale che a comportamenti più corretti e rispettosi degli uomini nei confronti delle donne. Tanto è vero – sottolinea Papaleo – che i maltrattamenti in famiglia, invece, sono passati dai 21 del periodo 1 gennaio-31 ottobre 2019 ai 31 di quest’anno (+47,62%). Le ragioni possono essere molte e diverse, ma è chiaro che il lockdown ha costrette molte coppie e famiglie a condividere a lungo gli stessi spazi per lavorare, studiare e governare la casa. Questa convivenza si è rivelata a volte difficile e ha creato tensioni. Sono aumentate anche le chiamate al 1522 (numero antiviolenza e stalking), che in Emilia-Romagna sono passate da 365 (marzo-giugno 2019) a 804 (stesso periodo 2020)». La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne si pone l’obiettivo di contrastare ed eliminare anche le discriminazioni lavorative ai danni delle donne, un fenomeno cresciuto durante la pandemia e con la diffusione non sempre regolata dello smart working. Proprio la Cisl Emilia Centrale ha assistito una donna modenese che lavora in una mensa aziendale in città e che durante il lockdown a causa del calo di lavoro non riusciva a coprire le sei ore al giorno previste dal suo contratto. «Questa donna lavorava due-tre ore al giorno, il resto delle ore erano segnate come permessi e ferie – racconta la sindacalista Cisl – L’azienda può chiedertelo se hai molte ferie arretrate, ma non può importelo. Tramite il nostro sportello anti-discriminazioni e violenze abbiamo coinvolto la consigliera di parità della Provincia di Modena e siamo arrivati a un accordo che, attraverso il ricorso alla cassa integrazione, ha permesso alla lavoratrice di recuperare le ferie e permessi che era stata illegittimamente obbligata a “consumare”». Per prevenire questi e altri casi la Cisl ritiene utile che il Parlamento approvi (l’ha già fatto la Camera, adesso è in esame al Senato) la convenzione Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) n. 190 del 2019 sulle molestie e violenze. «Serve un disegno di legge per ratificarla affinché diventi giuridicamente vincolante a livello internazionale – spiega Rosamaria Papaleo – In questo modo avremmo uno strumento per proteggere tutti i lavoratori e le lavoratrici a livello globale, a prescindere dal contratto (compresi, quindi, atipici, part-time ecc.). Anche le imprese hanno interesse a prevenire questi fenomeni, perché le violenze domestiche e sui luoghi di lavoro abbassano la produttività di chi ne è vittima e peggiorano il clima aziendale. Infine – conclude la componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – occorre investire sulla rete sociale e istituzionale a protezione delle donne ed educare quegli uomini ancora schiavi di una certa cultura maschilista che ammette l’abuso fisico e psicologico della donna».