Rotte le trattative per il rinnovo del contratto aziendale alla Glem Gas di San Cesario, azienda che produce cucine e ha circa 200 dipendenti. Le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil hanno proclamato ieri due ore di sciopero e anche nella giornata odierna sono proseguite le azioni di mobilitazione. «L’azienda si è resa indisponibile a riconoscere sulla retribuzione del mese di giugno lo stesso acconto del premio di risultato previsto dai precedenti accordi – spiegano Alessandro Gamba (Fim Cisl Emilia Centrale), William Neri (Fiom Cgil) e le rsu Glem Gas – Per noi questa è la condizione minima per proseguire il confronto. Con senso di responsabilità, consapevoli della grave situazione legata al coronavirus, non ancora superata, avevamo proposto la proroga di un solo anno del precedente accordo (scaduto nel 2019), rinunciando per il 2020 alle legittime aspettative di migliorare

Alessandro Gamba (Fim Cisl Emilia Centrale)

le condizioni economiche e normative, rimandando al 2021 la condivisione di un nuovo percorso. L’accordo ponte prospettato per l’anno in corso è stato però rifiutato dall’azienda». Glem Gas è rimasta nel territorio modenese una delle poche realtà industriali che produce cucine e vende sopratutto in Medio Oriente. La direzione aziendale ha usato il fermo produttivo per Covid di circa un mese, imposto a tutte le imprese che non rientravano nei codici Ateco delle attività indispensabili, come scusante per non riconoscere la quota di acconto premio, quando in realtà la riduzione dei volumi produttivi è in linea con le altre imprese del territorio. «Altre aziende metalmeccaniche nelle stesse condizioni di Glem Gas non si sono sottratte nel riconoscere le quote di acconto, volendo mantenere buone relazioni sindacali, soprattutto – continuano Gamba e Neri – nell’ottica di non penalizzare ancor più i lavoratori, già penalizzati dai mesi di cassa integrazione che ha decurtato gli stipendi indicativamente del 50%. Non possono essere i lavoratori a pagare gli effetti di una crisi sanitaria ed economica che non dipende da loro. Anzi, i dipendenti Glem Gas hanno accettato di rientrare al lavoro in anticipo rispetto al fermo previsto fino al 3 maggio, avendo l’azienda avuto la possibilità di ripartire prima con il silenzio-assenso della prefettura». I sindacati aggiungono che i lavoratori hanno anche rinunciato al ponte del 2 giugno, a ulteriori riduzioni di otto ore da effettuare nei mesi estivi e alla quarta settimana di ferie in agosto. I lavoratori hanno dunque compreso l’eccezionalità della situazione e dimostrato senso di attaccamento all’azienda. «Il rifiuto dei lavoratori, condiviso dalle organizzazioni sindacali, sulle 40 ore di flessibilità richieste dall’impresa, che si traducono in sabati lavorativi per tutti i lavoratori, non significa un mancato riconoscimento delle esigenza dell’azienda relative a una commessa con il Medio Oriente da consegnare entro fine luglio. Si tratta, piuttosto, – precisano Fim e Fiom – di una presa d’atto dell’estrema difficoltà di lavoro nei mesi estivi, con le mascherine e ritmi incalzanti, questi ultimi già segnalati nei mesi passati e oggetto di confronto sindacale per interventi migliorativi. Le iniziative di lotta proseguiranno nei prossimi giorni a discrezione delle rsu fino a che l’impresa – concludono Alessandro Gamba (Fim Cisl Emilia Centrale) e William Neri (Fiom Cgil) – non toglierà la pregiudiziale dell’erogazione dello stesso acconto degli anni precedenti».