Fim Fiom Uilm Reggio Emilia hanno inviato questa mattina una lettera alla Confindustria provinciale in merito alla spinosa questione aperture delle aziende sul territorio.

Una lettera in cui i sindacati metalmeccanici avanzano la proposta di un accordo quadro provinciale per condividere uno schema di confronto preventivo con i rappresentanti sindacali all’interno delle imprese che, di fronte alla volontà di queste di riprendere o continuare l’attività, metta al primo posto la salute pubblica e la salute dei lavoratori.

 

Aprire le tutte aziende da lunedì significa chiedere ai lavoratori di correre un rischio, e questo rischio va limitato e ridotto al minimo. – sottolineano i tre segretari dei metalmeccanici Giorgio Uriti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla –  Utilizzare in modo distorto i codici Ateco dei clienti rischia di aprire una voragine nelle misure governative di contenimento del contagio. Per evitare uno scontro sociale in città è necessario il dialogo. Per questo prima di mandare le autocertificazioni alla Prefettura è necessario il confronto sindacale con i lavoratori, i delegati, il sindacato”.

 

Di seguito il testo completo della lettera.

 

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Alla cortese attenzione di

Unindustria Reggio Emilia

 

 

La difficile fase che sta vivendo il nostro Paese ci mette tutti di fronte a decisioni di grandissima complessità in cui alcuni diritti fondamentali come quello al lavoro ed alla salute rischiano, ancor di più che in altre occasioni, di essere messi nei fatti in contraddizione, ed entrambi, a loro volta, contrapposti a un diritto non fondamentale ma di caratura costituzionale come quello alla libera iniziativa imprenditoriale.

 

Le normative attuali che prevedono il fermo di tutte le attività non necessarie all’emergenza sanitaria, la possibilità di deroga alla sospensione delle attività prevista a livello territoriale attraverso le comunicazioni alle Prefetture e il meccanismo del silenzio/assenso previsto dalla norma, rischiano di enfatizzare queste contrapposizioni trasformandole in un vero e proprio scontro, non solo teorico, tra diritto alla salute dei lavoratori, salute pubblica e diritto all’iniziativa privata.

 

Nelle settimane scorse costruttive relazioni industriali nella provincia di Reggio Emilia hanno dato positivi frutti nell’applicazione dei contenuti del Protocollo del 14 marzo nella stragrande maggioranza delle imprese metalmeccaniche ancor prima della firma del protocollo stesso.

 

Questa positiva esperienza crediamo che vada valorizzata e allargata.

 

Nel solco di questa esperienza riteniamo utile quanto urgente proporre e condividere con la Vostra Associazione Datoriale e con le imprese che Essa rappresenta un percorso che permetta di gestire la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza sanitaria nel rispetto della salute dei lavoratori, della loro volontà e di corrette relazioni sindacali.

 

La “Fase 2” non inizierà con la modifica alle attuali restrizioni e/o al loro allentamento, ma nei fatti è già iniziata con la possibilità per le imprese di richiedere la ripresa produttiva in quanto facenti parte di filiere considerate essenziali.

 

In questa fase, che durerà ancora diverse settimane, riteniamo corretto e responsabile che le imprese diano la priorità al rapporto con i propri dipendenti, attraverso i loro rappresentanti e solo successivamente valutino la comunicazione nei confronti della Prefettura esprimendo la volontà di riprendere/continuare l’attività produttiva.

 

Auspichiamo che la progressiva riapertura delle attività avvenga senza atti unilaterali da parte delle imprese, senza scorciatoie legali che mettano i lavoratori e i loro rappresentanti di fronte a dati di fatto a cui poter rispondere inevitabilmente solo con ulteriori atti unilaterali.

 

Riteniamo che questo auspicio possa trasformarsi in realtà attraverso strumenti condivisi di governo di questa fase.

 

Per questa ragione proponiamo a Unindustria Reggio Emilia di condividere, come integrazione e arricchimento territoriale del Protocollo del 14 marzo, uno schema di confronto preventivo a livello aziendale con le rappresentanze sindacali (RLS/RSU/OOSS presenti in azienda) che, a fronte della volontà dell’impresa di riprendere/continuare/estendere l’attività, sia finalizzato alla tutela della salute pubblica, in primis la salute dei lavoratori dipendenti, nel rispetto delle normative vigenti in materia di contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

 

Per questo proponiamo, con questa lettera, un accordo quadro provinciale da applicare in ogni azienda con la previsione della convocazione delle Rsu/OOSS presenti in azienda prima di qualsiasi comunicazione alla Prefettura in applicazione dell’art. 1, comma 1, lett. d), del d.p.c.m. 22.3.2020 e successivi.

In questo confronto riteniamo necessario che le rappresentanze dei lavoratori possano avere cognizione di queste informazioni, nell’ottica della massima trasparenza e responsabilità reciproca:

 

  1. La volontà di continuazione/apertura di attività o di sua estensione
  2. Le motivazioni alla base di questa volontà, in particolar modo le filiere considerate essenziale in cui l’azienda avrebbe l’obbligo di fornire la propria attività/prodotto al fine di garantire i settori farmaceutici/sanitari/alimentari
  3. Il numero di addetti e le funzioni eventualmente coinvolte in questa attività
  4. I tempi, relativamente alla realizzazione/consegna di quegli ordini specifici
  5. La comunicazione che si vuole inviare alla Prefettura di Reggio

 

Il confronto quindi dovrebbe essere finalizzato alla valutazione congiunta delle ragioni, dell’entità, dell’articolazione e delle modalità di svolgimento della prestazione inerente a ordini di lavoro afferenti a filiere necessarie.

 

Il medesimo tipo di confronto riteniamo corretto mettere in campo in futuro, quando eventualmente dovesse essere superata la distinzione tra attività essenziale/attività non essenziale, per calibrare la progressiva ripresa delle attività nel massimo rispetto della salute dei lavoratori con l’obiettivo complessivo della riduzione dei rischi di contagio da Covid-19.

 

In quest’ottica, riteniamo inoltre fondamentale che le Direzioni aziendali convochino il Comitato di Verifica del Protocollo del 14 marzo 2020 per valutare congiuntamente la garanzia di tutte le condizioni di necessarie alla sicurezza dei lavoratori (distanziamento sociale, presenza dpi, presenza igienizzanti etc) comunicando inoltre ai presenti il numero di persone fino a quella data contagiate in azienda, prima di riaprire o estendere le attività produttive e quindi comunicare ai singoli lavoratori la ripresa.

 

Ricondurre la gestione di questa difficile fase in un quadro di corrette relazioni industriali riteniamo sia un obiettivo comune da praticare attraverso la sottoscrizione di un accordo quadro di livello territoriale che orienti i comportamenti di tutti i soggetti a livello aziendale.

 

Riteniamo infine che, tutte le aziende che fino ad oggi hanno già comunicato alla Prefettura di Reggio Emilia la volontà di riprendere le attività produttive, possano e quindi debbano impegnarsi a ricondurre le proprie scelte all’interno di un alveo di relazioni industriali corrette e responsabili evitando quindi atti unilaterali che oggettivamente oggi faremmo fatica a comprendere e che sicuramente non verranno condivise.

 

 

Giorgio Uriti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla segretari generali di Fim, Fiom, Uilm Reggio Emilia