Sono passati sei anni da quel terribile 3 ottobre 2013, quando 368 persone, per lo più donne e bambini eritrei, persero la vita in un naufragio al largo di Lampedusa. Una tragedia che si è ripetuta dolorosamente più volte negli ultimi anni. Dal 2014 questa data è diventata la Giornata nazionale in ricordo della vittime dell’immigrazione, a cui aderisce anche la Cisl Emilia Centrale. Si calcola che dal 1990 a oggi oltre 37 m

foto di Francesco Floris tratta da www.osservatoriodiritti.it

ila persone siano morte in mare, nel tentativo di raggiungere l’Europa. Nonostante il netto calo degli arrivi dei migranti attraverso il Mediterraneo, nel 2018 è aumentata la percentuale delle vittime in mare, a motivo di viaggi sempre più pericolosi. Nel Mediterraneo si muore ancora, giorno dopo giorno. A dirlo sono i numeri, in particolare quelli forniti dall’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che li aggiorna costantemente. Gli ultimi dati sugli arrivi risalgono al 29 settembre 2019 e dicono che nei primi nove mesi di quest’anno sono approdati nel Mediterraneo 78.443 migranti, di cui 64.215 via mare e, in particolare, in Italia, Spagna, Cipro e Malta, mentre 14.228 sono giunti via terra. Di questi, sono 1.028 (ultimo aggiornamento 1° ottobre 2019), ossia l’1,31%, le persone che non sono mai arrivate perché decedute o disperse.