Aumenti costi permesso soggiorno: critico Domenico Chiatto (Cisl Emilia Centrale)

Domenico Chiatto (segreteria Cisl Emilia Centrale)

Dure critiche della Cisl Emilia Centrale all’aumento di 2,96 euro del costo del permesso di soggiorno elettronico, disposto con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze e operativo dal 28 aprile scorso. Ora i nuovi importi da pagare passano da 27,50 a 30,46 euro per la stampa da parte del Poligrafico dello Stato; da 107,50 a 110,46 euro per i permessi di durata inferiore a un anno; da 127,50 a 130,46 euro per quelli di durata fino a due anni e da 227,50 a 330,46 euro per la richiesta di permesso per soggiornanti di lungo periodo. Rimangono invariati gli ulteriori importi, ovvero la marca da bollo da 16 euro e 30 euro per la spedizione postale. «L’aumento è di circa il 4 per cento, ma il punto non è questo – afferma Domenico Chiatto, responsabile delle politiche per l’immigrazione della segreteria Cisl Emilia Centrale – È da settembre 2015, ovvero dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato sproporzionato il contributo richiesto per il rinnovo dei titoli di soggiorno italiani, che i cittadini stranieri attendono una modifica degli importi e una loro conseguente diminuzione. Un seppur minimo aumento risulta, pertanto, paradossale e in contrasto con quanto tutti attendiamo, ovvero un intervento legislativo che riporti i costi delle pratiche relative ai titoli di soggiorno a quelli di altre pratiche amministrative, senza gravare in modo discriminatorio sui lavoratori stranieri e le loro famiglie». Chiatto sottolinea che in un periodo di crisi non ancora superato molti immigrati possono trovarsi in grossa difficoltà nel procurarsi la cifra necessaria per l’invio della pratica postale, soprattutto se hanno coniuge e figli maggiori di 14 anni a carico. «Si mettono a rischio situazioni economiche familiari già fragili. Non è ammissibile obbligare i migranti a indebitarsi per poter adempiere a pratiche burocratiche necessarie per essere in regola con i documenti. Rileviamo inoltre – continua il segretario Cisl – che non è stata data nessuna preventiva comunicazione a patronati e sportelli informativi per migranti, né sono stati consegnati i bollettini con gli importi modificati». I patronati di Cgil, Cisl e Uil, in un incontro tenuto lunedì 2 maggio a Roma, hanno manifestato tutte le criticità ai responsabili del ministero dell’Economia e delle Finanze. Anche Poste Italiane, di fronte alla richiesta dei patronati sulla consegna dei nuovi bollettini, ha comunicato che essi sono in distribuzione senza la legenda informativa. Pertanto, per venire incontro allo straniero, si consiglia di far compilare comunque i vecchi bollettini (quelli con la legenda) facendo attenzione a inserire però i nuovi importi. «Purtroppo la direttiva europea, come interpretata dalla Corte di giustizia dell’Ue, non fissa l’importo massimo da pagare per il rinnovo dei titoli di soggiorno e, quindi, non è invocabile direttamente nei confronti dell’amministrazione finanziaria o davanti a un giudice per ottenere il rimborso parziale di quanto pagato – aggiunge Jabri Abderrahman, co-presidente Anolf-Cisl (associazione nazionale oltre le frontiere) – Il Tar Lazio non ha ancora emesso una sentenza che fissi la somma ritenuta non sproporzionata e, pertanto, rimangono valide le indicazioni già date, ovvero la possibilità di utilizzare un modulo di “richiesta informazioni” con il quale raccogliere la disponibilità degli interessati a essere informati rispetto alla tema in oggetto».