Continua anche in diverse aziende alimentari modenesi il blocco degli straordinari e flessibilità proclamato dai sindacati di settore per protestare contro la mancata applicazione del contratto nazionale firmato il 31 luglio 2020. Si tratta principalmente di aziende del comparto carni, come Levoni, Cremonini, Suincom, ma ci sono anche grandi acetaie e prosciuttifici. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil ricordano che le associazioni attualmente firmatarie sono nove: Ancit (tonno), Anicav (conserve vegetali), Assica (salumifici), Assobibe (bibite), Assobirra (birra), Assolatte (settore lattiero-caseario), Mineracqua (acque minerali), Unione Italiana Food (vari

Vittorio Daviddi, segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale

e), Una Italia (settore avicolo). A esse si è aggiunta Federvini (vini, aceti e liquori), che ha dato indicazione agli associati di applicare il contratto nazionale. Rimangono quattro le associazioni che ancora non hanno firmato: Assalzoo (alimenti zootecnici), Assitol (olii), Assocarni (macelli e lavorazione carni), Italmopa (mulini). Tuttavia varie imprese associate a queste associazioni o appartenenti al settore da esse rappresentato hanno comunque sottoscritto l’adesione al contratto nazionale. «Sulla mancata adesione al contratto nazionale pesano anche posizioni politiche intransigenti, come quella di Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare e della modenese Molini Industriali – dichiarano Vittorio Daviddi (segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale) e Marco Bottura (segretario generale Flai Cgil Modena) – I lavoratori non coperti dal nuovo contratto perdono qualcosa già a partire da quest’anno: per esempio l’assistenza sanitaria integrativa, i nuovi permessi retribuiti aggiuntivi e il prossimo aumento salariale previsto dal 1° settembre 2021. È per questi motivi che la nostra mobilitazione continuerà fino a quando non sarà riconosciuto il nuovo contratto nazionale a tutti i lavoratori alimentaristi».