I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda-Unams apprendono solo oggi dai mezzi d’informazione che una commissione mista formata da Comune, dirigenti scolastici e Ufficio scolastico regionale ha predisposto un piano di dimensionamento scolastico con la creazione degli istituti comprensivi nel Comune di Modena. Questo senza aver mai coinvolto le organizzazioni sindacali in un percorso che comporterà modifiche degli organici delle istituzioni scolastiche.

barbolini«Il Comune di Modena e quello di Carpi, che ha già effettuato il dimensionamento scolastico tre anni fa, si dimostrano gli unici a livello regionale a discostarsi dalle linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna, tagliando autonomie scolastiche e posti di lavoro – affermano Stefano Colombini (segretario Flc-Cgil Modena), Monica Barbolini (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Liviana Cassanelli (segretario Uil Scuola Modena), Giovanni Massarenti (segretario Snals Modena) e Robertino Capponcelli (coordinatore Gilda Modena) – La Regione Emilia-Romagna indica nelle linee di indirizzo come “punto fermo del percorso della programmazione… l’invarianza del numero delle autonomie scolastiche”. La Regione ricorda inoltre agli enti locali che i parametri per la costituzione degli istituti comprensivi e della loro autonomia devono rimanere all’interno di un minimo di 600 alunni fino a un massimo di 1.200. Nel piano del Comune di Modena, invece, c’è il taglio di due autonomie scolastiche (che passano da dodici a dieci); ne deriva la costituzione di due comprensivi da oltre 1.600 studenti». Secondo i sindacati l’esperienza di Carpi e di altre province dimostra la difficoltà di gestire istituti comprensivi con un elevato numero di studenti e personale ausiliario ata ridotto. I parametri ministeriali, infatti, non prevedono, oltre una determinata soglia di studenti, un adeguamento proporzionale degli organici. I sindacati, che in base alle linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna, avrebbero dovuto essere coinvolti sin dall’inizio nella riorganizzazione, saranno convocati dall’assessore a cose fatte e solo dopo ripetuta sollecitazione. «A oggi non è ancora stata fissata una data per l’incontro – sottolineano Colombini (segretario Flc-Cgil Modena), Barbolini (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Cassanelli (segretario Uil Scuola Modena), Massarenti (segretario Snals Modena) e Capponcelli (coordinatore Gilda Modena) – Il piano proposto modifica anche i tre istituti comprensivi creati appena due anni fa, mescolando plessi scolastici e sedi di segreteria in modo confuso, cancellando uffici già esistenti e costringendo l’intero personale di una struttura già consolidata e funzionante a chiedere il trasferimento in un’altra. Attraverso i collegi docenti e i consigli di istituto, alcune scuole modenesi hanno già dato pareri negativi al piano di dimensionamento proposto. Da questo si deduce che non vi è stato alcun percorso di condivisione con il personale delle scuole che – ricordano i sindacati – non è formato solo dai dirigenti scolastici, ma dall’intero corpo docente e il personale ata. Per non parlare del coinvolgimento delle famiglie e della cittadinanza che saranno messi di fronte al fatto compiuto. Certamente questa operazione non brilla per trasparenza, condivisione e corrette relazioni sindacali».