Italpizza Modena: 500 addetti alla produzione dipendenti di cooperative in appalto

Alla Italpizza di Modena si punta sul basso costo del lavoro: oltre 500 addetti alla produzione sono, infatti, dipendenti di due cooperative che lavorano in appalto e applicano il contratto nazionale delle imprese di pulizia e multiservizi. Lo denunciano i sindacati Fai Cisl e Fisascat Cisl Emilia Centrale, Flai Cgil e Filcams Cgil di Modena, ironizzando sul titolo di “capitale della pizza surgelata”, attribuito di recente a Modena grazie alla presenza dello stabilimento produttivo di Italpizza srl, azienda leader nel mercato italiano in questa fascia di prodotto. «Vogliamo piuttosto sottolineare – affermano i sindacati – come il sistema degli appalti, già pervasivo nel distretto delle carni, tocchi il suo apice proprio nello stabilimento Italpizza di San Donnino, dove ormai sono rimasti solo 80 dipendenti diretti dell’azienda (con qualifica impiegatizia), mentre tutti gli oltre 500 operai addetti alla produzione sono soci lavoratori dipendenti di due principali cooperative in appalto». Fai, Fisascat, Flai e Filcams spiegano che a questi lavoratori viene applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese di pulizia e multiservizi, un contratto del tutto inadeguato rispetto all’attività svolta dal personale in produzione, che invece impasta, stende, cuoce e farcisce le rinomate pizze surgelate. «Si tratta di lavoratori che negli anni hanno vissuto vicende paradossali. Ad esempio la lavoratrice A.B., sempre occupata all’interno di Italpizza, – raccontano i sindacati dell’agroindustria e del commercio di Cgil e Cisl – è stata inizialmente dipendente della cooperativa CSM, poi lavoratrice somministrata da Synergie Italia, poi dipendente a tempo determinato di Italpizza, poi della cooperativa Vega, poi della cooperativa Co.Fa.Mo, poi della cooperativa Logifood. Una strategia economica che punta al basso costo del lavoro produce basse professionalità e basse competenze e rischia a lungo andare di compromettere anche la competitività del sistema. È legittimo valorizzare le realtà produttive del territorio, ma anche i lavoratori – concludono Fai Cisl e Fisascat Cisl Emilia Centrale, Flai Cgil e Filcams Cgil di Modena – devono essere considerati una risorsa sui cui puntare e non solo un elemento di costo».

2017-10-02T09:29:30+00:00