Una piaga che ci fa commuovere e arrabbiare allo stesso tempo. La prostituzione è una vera barbarie che costringe, ogni notte, centinaia di donne a prostituirsi sulle strade italiane e della nostra città. Il Carlino, con la sua articolata inchiesta, ha raccontato un mondo col quale conviviamo e che, troppe volte, facciamo finta di non vedere.
La prostituzione in Italia, come nel resto del mondo, è un fenomeno che non accenna ad arrestarsi. Nel nostro Paese, infatti, ci sono circa 100mila prostitute, per un giro di affari di quasi 4 miliardi di euro.
A Reggio Emilia, come da denunciato dal Carlino, sono circa una trentina le donne tra i 18 e i 30 anni vittime dello sfruttamento e della criminalità organizzata per la strada. La maggior parte di queste sono immigrate di origine nigeriana, rumena, cinese e sudamericana che abbondonano la famiglia d’origine nella speranza di trovare un lavoro dignitoso.
C’è, indubbiamente, un fenomeno culturale, che riguarda ambo i sessi, che occorre rivedere: non solo la prostituzione, ma anche i clienti e il loro “andare oltre” le sofferenze della persona che incontrano, facendo finta di non sapere quali possono essere le condizioni a monte di queste persone.
Da sempre come Cisl Emilia Centrale condanniamo, con costanza, il fenomeno e cerchiamo per questo di promuovere politiche attive in difesa delle donne vittime della tratta della prostituzione. Vogliamo sensibilizzare sempre di più i cittadini e per questo abbiamo aderito alla campagna “Questo è il mio corpo fermiamo la domanda”, che invita a firmare una petizione per l’approvazione della legge Bini, attualmente ferma in Parlamento, e presentata nella passata legislatura. E’ una proposta di legge che prevede di sanzionare anche i clienti, che troppo spesso non si curano minimamente delle ragazze che hanno difronte. Politiche di questo tipo sono state già prese, con risultati estremamente positivi, in altri paesi europei come la Svezia, la Norvegia e la Francia.
La prostituzione è una forma inaccettabile di sfruttamento nei confronti delle persone più vulnerabili: donne sole, povere e indifese, spesso ingannate da aguzzini senza scrupoli che le sfruttano per guadagnare e lucrare sui loro fragili corpi.