Dal 1° settembre sono state introdotte dal Governo alcune novità finalizzate a sburocratizzare il lavoro agile (cosiddetto “smart working”). Di fatto ora il lavoro da casa entra a regime dopo il massiccio utilizzo che ne è stato fatto durante il lockdown.

«Lo abbiamo usato anche noi alla Cisl Emilia Centrale e continuiamo a utilizzarlo con alcuni nostri collaboratori che hanno particolari esigenze personali o familiari e, non essendo a contatto con il pubblico, possono proficuamente lavorare da casa», afferma la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo.

La Cisl giudica positivamente la proroga al 31 dicembre del lavoro agile per i lavoratori fragili e quelli con figli under 14. In linea

Rosamaria Papaleo, segretaria generale Cisl Emilia Centrale

generale il sindacato di palazzo Europa pensa che passare dall’emergenza sanitaria a quella economica potrebbe aumentare il numero di aziende che puntano sullo smart working.

«Sempre più datori di lavoro, infatti, valutano la possibilità di potenziare il lavoro da casa per risparmiare sui costi fissi, a partire da quelli energetici – osserva Papaleo – Ovviamente la faccenda cambia da comparto a comparto. Nella manifattura l’interazione uomo-macchina impone il lavoro in presenza: un tornio va usato in fabbrica, non si può lavorare da casa. Al contrario, nel terziario e servizi il lavoro agile è ancora diffuso e praticabile.

Per questo ci sorprende che ci siano aziende come la Maticmind (soluzioni informatiche), presente anche a Modena, che vogliono incomprensibilmente tornare indietro.

Noi pensiamo che il lavoro agile si possa estendere ulteriormente sia nel privato che nel pubblico, con reciproca soddisfazione dei lavoratori e dei datori di lavoro.

È chiaro che bisogna disciplinare le nuove forme di lavoro agile regolando ogni aspetto.
Pensiamo non solo alla questione delle spese a carico del lavoratore che lavora da casa, ma anche al suo diritto alla disconnessione una volta terminato l’orario di lavoro e alla questione degli eventuali infortuni, che – conclude la segretaria generale Cisl Emilia Centrale – possono sempre capitare anche se si lavora in casa».