E’ uno dei pochi casi in Italia. Mentre il mondo della sanità privata italiana – 100 mila lavoratori – attende firma definitiva sulla preintesa del contratto, sottoscritta il 10 giugno, tra sindacati e Aiop e Aris (le due organizzazioni datoriali si sono sottratte all’ultimo all’impegno preso) – i vertici della fondazione Madonna Dell’Uliveto e della Cooperativa Madonna Dell’Uliveto scelgono invece di volerlo applicare, a beneficio dei propri 30 operatori.

“Apprendiamo questa notizia con estrema soddisfazione e ringraziamo in tal senso la scelta fatta – commentano Fabio Bertoia, segretario generale Cisl Emilia Centrale e Carolina Cagossi, membro di segreteria Fp Cgil Reggio Emilia – . Infatti, l’applicazione dei benefici previsti dal rinnovo del contratto nazionale del lavoro per la sanità privata, che Aiop e Aris devono ancora firmare in maniera definitiva dopo 14 anni di trattativa, prevede un incremento medio del valore mensile di 154 euro (categoria D) e una tantum di 1.000 euro per tutti i lavoratori della categoria, oltre che a diversi aspetti che migliorano malattia, ferie, formazione, formazione, orari di lavoro e riposo giornaliero”.

“In questo modo – concludono Bertoia e Cagossi – ai lavoratori della sanità privata, dopo l’emergenza Coronavirus, è riconosciuta pari dignità rispetto a quelli della sanità pubblica, evitando un rischioso travaso di professionalità da una all’altra”.

A Reggio Emilia il rinnovo del contratto di lavoro riguarda i lavoratori delle strutture sanitarie, accreditate e non con il Servizio sanitario nazionale: Villa Verde, Villa Salus, Centro Medico Privato L. Spallanzani, Azienda speciale Millefiori di Novellara e, appunto, Casa Madonna dell’Uliveto, per un totale di 350 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico-sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (è esclusa la dirigenza medica).
Dopo il presidio dello scorso 5 agosto a Montecitorio (Roma), prosegue intanto la mobilitazione dei sindacati per giungere al rinnovo definitivo.