Dopo gli scioperi della scorsa settimana, che hanno visto i lavoratori mobilitarsi per tre giorni, alla Martini Light di Concordia è stata raggiunta ieri mattina una tregua alla presenza del sindaco. C’è un’ipotesi di accordo che verrà sottoscritta il 27 marzo, ma solo se l’azienda manterrà i primi impegni sulle due mensilità arretrate: versamento di un acconto del 20 per cento oggi e saldo il 10 aprile. L’azienda ha garantito piena continuità nei pagamenti dal mese di maggio, periodo in cui comincerà anche il recupero delle spettanze arretrate che verrà erogato mensilmente in modo da riportare in pari i lavoratori. «Non possiamo ritenerci completamente soddisfatti della proposta aziendale, ma sottolineiamo come, per l’ennesima volta in questi mesi, i lavoratori della Martini Light abbiano dimostrato grande senso di responsabilità e di avere la testa sulle spalle – dicono Alessandro Santini (Fiom Cgil) e Alessandro Gamba (Fim Cisl) – Questa è però l’ultima occasione per l’impresa di recuperare credibilità verso i dipendenti che non sono più disposti a tollerare mancanze come quelle subite nei mesi scorsi». L’auspicio delle rappresentanze sindacali era vedersi offrire almeno la metà dei soldi non ancora versati, ma l’azienda ha sostenuto al tavolo di non essere in grado, oggi, di andare oltre quanto proposto. Il tentativo di recuperare quote di mercato in aree geografiche non ancora battute dalla Martini potrebbe dare i suoi frutti nei prossimi mesi. «I lavoratori hanno digerito questa situazione con coscienza e con la consapevolezza che questo è attualmente l’unico modo per dare continuità al lavoro – continuano i sindacalisti – Tuttavia va ricordata all’impresa la sua responsabilità sociale, l’impegno necessario che un imprenditore deve mettere per uscire da questa difficoltà senza continuare a pretendere sacrifici inaffrontabili da lavoratori che non possono non pagare mutui o bollette. Servono risposte che, da aprile, diano seguito all’accordo perché ormai la situazione è a un punto morto. O l’azienda mantiene fede ai suoi impegni presenti e futuri o, inevitabilmente, i lavoratori non potranno rimanere ancorati ancora a lungo a una situazione che impedisce loro di percepire quanto dovuto». Le rappresentanze sindacali continueranno a monitorare la situazione. Nei prossimi mesi c’è bisogno, comunque, di un piano industriale solido e credibile che permetta alla Martini Light di recuperare il posto che le spetta nel settore dell’impiantistica di illuminazione. Da oggi riprende dunque il lavoro e l’impresa, scaduto il contratto di solidarietà, dal 1° aprile si appoggerà a una cassa integrazione che servirà a tamponare eventuali cali di lavoro ancora imprevedibili, ma che non verrà utilizzata in modo selvaggio e sarà concertata con le rsu.