Memo (Comune Modena): lavoratori in stato di agitazione

Sono in stato di agitazione i lavoratori del Memo, il multicentro educativo del Comune di Modena che fornisce un sistema integrato di servizi a supporto delle istituzioni scolastiche territoriali operanti nella fascia di età 0-18 anni. È un servizio del settore Istruzione in cui operano attualmente 17 dipendenti. La sua attività si rivolge a molti soggetti, tra destinatari diretti e indiretti, collaborazioni, convenzioni e partenariati: docenti, educatori, studenti, genitori, operatori dell’Ausl e del Terzo Settore, associazioni, dirigenti scolastici, docenti universitari, Fondazioni, enti pubblici e istituzioni a livello locale e regionale ecc. Mercoledì scorso 6 giugno l’assemblea sindacale dei lavoratori del Memo ha conferito mandato alle organizzazioni sindacali di categoria Fp Cgil, Cisl Funzione pubblica e Csa per aprire lo stato di agitazione nei confronti del Comune di Modena. «Da diverso tempo il servizio è in sofferenza dal punto di vista delle condizioni lavorative – spiegano Fabio De Santis (Fp Cgil Modena), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Paola Santi (Csa) – I problemi legati all’organico e le incertezze progettuali, da parte del Comune, stanno facendo emergere problematiche a discapito dei lavoratori. Si riscontrano sofferenze sulla progettazione e gestione della formazione; sulla gestione della biblioteca; sulla progettazione dell’area disabilità, da tempo scoperta; sulla progettazione e gestione delle azioni delle aree intercultura e dispersione scolastica, che a settembre rimarranno definitivamente scoperte. Sono infatti imminenti quattro pensionamenti, pari quasi al 25% dell’intera forza lavoro del servizio, tre dei quali già previsti a settembre. La mancanza di una pianificazione delle sostituzioni e del relativo passaggio delle consegne comporta una pericolosa dispersione dei saperi che si riflette sulla qualità del servizio e sull’utenza». Esiste dall’anno scorso un tavolo tra il Comune e le rappresentanze sindacali, ma finora – dicono i sindacati – l’amministrazione comunale non è stata in grado di fornire elementi concreti dal punto di vista programmatico, generando sconforto e incertezze nei lavoratori soprattutto in relazione al fatto che diventano a rischio le attività del servizio. Qualche dato in proposito può essere utile. Memo ha garantito 67.423 partecipazioni a 229 itinerari scuola-città, 3.519 iscritti a 75 corsi di formazione, 2.960 utenti attivi in biblioteca, oltre 3.300 copie di pubblicazioni prodotte da Memo vendute e spedite in tutta Italia ogni anno. «A fronte delle nostre sollecitazioni – continuano De Santis, Torricelli e Santi – l’amministrazione comunale si è presentata a più riprese con una vaga idea di progetto futuro, senza dare risposte sugli organici a fronte di uscite certe ed evitando il confronto sull’organizzazione del lavoro, cioè su come le persone devono svolgere al meglio il proprio ruolo per far funzionare un servizio punto di riferimento per il territorio». Nell’assemblea del 6 giugno i sedici lavoratori presenti hanno dato mandato all’unanimità di aprire lo stato di agitazione al fine di stimolare l’amministrazione ad aprire un confronto proficuo con le organizzazioni e le rappresentanze sindacali per una soluzione progettuale e organizzativa in grado di permettere ai lavoratori di svolgere al meglio la propria attività in un contesto chiaro di prospettiva progettuale. «Il benessere organizzativo e il confronto continuo con i lavoratori sono l’interpretazione migliore di un nuovo modo di svolgere la contrattazione di ente – aggiungono i tre sindacalisti – Vorremmo che gli amministratori del Comune di Modena dessero un segnale in tal senso per tutelare un interesse comune: quello di permettere un’ottimale organizzazione del lavoro per il mantenimento della qualità dei servizi. Chiaramente, a questo fine, è da considerarsi fondamentale il tema degli organici e delle assunzioni. Abbiamo chiesto che venga attivato il confronto tra le parti in prefettura con l’obiettivo di raggiungere un’intesa. In caso contrario – concludono Fabio De Santis (Fp Cgil Modena), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Paola Santi (Csa) – eserciteremo tutte le forme di lotta previste dalla legge, quali il blocco degli straordinari e lo sciopero».

2018-06-08T09:39:45+00:00