Scioperano mercoledì prossimo 9 dicembre in tutta Italia i lavoratori del pubblico impiego. La mobilitazione è proclamata dai sindacati di categoria di Cgil Cisl Uil che chiedono un piano di assunzioni a tutela dei servizi pubblici, la stabilizzazione di 170 mila di precari di lungo corso, più sicurezza sul lavoro e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da due anni. A Modena e provincia sono circa 14 mila i lavoratori interessati. Gran parte di essi sarà normalmente al lavoro per garantire il rispetto dei servizi minimi essenziali. I sindacati assicurano che i cittadini non subiranno alcun disservizio. «Scioperano lavo

Fabio Bertoia, segretario generale Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

ratori che hanno pagato un prezzo altissimo anche in termini di contagi e morti nei luoghi di lavoro a causa del Covid, lavoratori che per oltre dieci anni non hanno rinnovato il contratto e che hanno la contrattazione aziendale bloccata in un settore importante per il sistema Paese – affermano i segretari generali di Fp Cgil Modena Fabio De Santis, Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale Fabio Bertoia, Uil Fpl Modena Nicola Maria Russo e Uil Pa Modena Patrizia Giordano – Riteniamo fuori luogo e fuori tempo considerare questo sciopero in contrapposizione alla condizione di altre categorie professionali e produttive del nostro Paese. Un piano di assunzioni nella pubblica amministrazione serve ad assicurare, prima di tutto, che i cittadini abbiano una sanità adeguata, servizi educativi e sociali all’altezza dei bisogni delle persone, che abbiano la garanzia dei presidi di sicurezza, e così via. Chiedere di assumere significa immettere i giovani nella pubblica amministrazione avviando il ricambio generazionale, evitando di disperdere un patrimonio di conoscenze di enorme valore, e permettendo a tanti di loro di uscire finalmente dalla condizione di precarietà». Nella mattinata di mercoledì 9 dicembre (dalle 10 alle 12) le lavoratrici, i lavoratori e i sindacati modenesi saranno in presidio in piazza Grande e chiederanno di incontrare il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Provincia Giandomenico Tomei. «Vogliamo essere in piazza e vogliamo parlare alle istituzioni per spiegare a tutti i cittadini che questo sciopero non è riducibile a una mera richiesta di incremento salariale, ma parla al presente e al futuro del Paese – aggiungono De Santis, Bertoia, Russo e Giordano – Ad esempio, se non avessimo avuto 36 miliardi di tagli alla sanità in dieci anni, oggi i cittadini avrebbero una risposta più efficace all’emergenza Covid e gli operatori sanitari lavorerebbero con maggiore sicurezza. Le nostre rivendicazioni sono un bene per chiunque abbia a cuore il mantenimento dei servizi pubblici, grazie ai quali tutti gli italiani possono accedere alle cure e all’istruzione». Il pacchetto di risorse che chiedono i sindacati è finalizzato anche a garantire il diritto di lavorare in sicurezza e al rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego che interessa 3,2 milioni di lavoratrici e lavoratori. «Bisogna che ci chiariamo anche su questo – aggiungono i quattro sindacalisti modenesi – Se le lavoratrici e i lavoratori pubblici non si sono mai fermati durante la pandemia, assicurando il loro lavoro negli ospedali, nelle Cra, le prestazioni dei servizi sociali, dell’Inps e dall’Inail, perché questi stessi lavoratori non hanno diritto ad avere il rinnovo del ccnl? O a chiedere la tutela della propria salute? I lavoratori pubblici meritano rispetto. Per questo – concludono i segretari generali di Fp Cgil Modena Fabio De Santis, Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale Fabio Bertoia, Uil Fpl Modena Nicola Maria Russo e Uil Pa Modena Patrizia Giordano – il 9 dicembre sarà sciopero e, se non arriveranno risposte dal governo, continueremo a portare avanti le nostre rivendicazioni anche dopo il 9».