Anche Modena si unisce alle manifestazioni previste domani – venerdì 13 novembre – per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale del multiservizi (1.500 addetti modenesi, 600 mila in Italia). Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTrasporti hanno proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata di domani dopo che l’incontro avvenuto martedì scorso con le parti datoriali si è risolto nell’ennesimo nulla di fatto. Le tre sigle sindacali modenesi organizzano un presidio davanti all’ospedale di Baggiovara (ore 10.30-12) nel rispetto delle attuali norme anti Covid per dare visibilità alla pacifica protesta dei lavoratori. Quello di Baggiovara è uno dei due ospedali di Modena che vede impegnati circa 120 lavoratori in pulizie e sanificazioni; un lavoro pesante, complicato in questi mesi, come quello di tutto il comparto socio-sanitario, dalle difficoltà legate all’epidemia di Covid-19. Come ribadito più volte dai sindacati, gli addetti di questi appalti sono fondamentali per l’igiene e la pulizia dei locali ospedalieri, scolastici e di altri uffici pubblici, oltre che, in alcuni casi, di aziende private. “Nonostante il loro ruolo indispensabile, sono relegati al ruolo di dipendenti di serie C, tanto è vero che da sette anni non vedono aumentare il loro salario, ormai tra i più bassi in Europa per il settore – affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTrasporti – La continua melina delle organizzazioni datoriali dimostra che non vi è la volontà di cambiare le condizioni di lavoro, condizioni che nemmeno la grande emergenza che stiamo vivendo oggi sollecita le aziende a migliorare. La tutela del lavoro e la condizione salariale sono ormai al limite, eppure si continua a giocare al ribasso nelle gare di appalto”. La denuncia degli addetti del multiservizi prova quindi a raggiungere una più ampia visibilità. Lo scopo dei sindacati è sensibilizzare non solo le imprese appaltatrici, ma anche quelle appaltanti (spesso pubbliche) e i cittadini, perché la pulizia di ospedali, scuole, uffici postali, caserme, tribunali ecc. non è solo un problema sindacale. Lo sciopero di domani segue quello del 21 ottobre scorso, con un attivo unitario nazionale dei delegati e i vari territori collegati con piazza Barberini a Roma, dove si svolgeva l’iniziativa principale.