«Avevamo ragione noi. L’annuncio della retromarcia sulle fasce differenziate negli orari di ingresso e uscita delle scuole è un chiaro successo della nostra iniziativa». Lo affermano i sindacati dei trasporti Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia–Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena, commentando la decisione presa ieri dal comitato provinciale di coordinamento scuola e trasporti, che ha visto confrontarsi Amo (Agenzia per la mobilità), Provincia, Ufficio scolastico e dirigenti scolastici. Per i sindacati, che peraltro lamentano il loro mancato coinvolgimento nel tavolo di coordinamento, l’esito di ieri mostra che non si possono imporre determinate scelte organizzative così complesse senza coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori. «È mancata un’adeguata condivisione e preparazione sulle nuove fasce orarie scolastiche e la conseguente rideterminazione del servizio di trasporto pubblico. La retromarcia di ieri ne è la prova – dichiarano Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia–Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena – Rappresenteremo ai nostri livelli confederali questa posizione al fine di sostenerla nel tavolo convocato dalla Provincia di Modena lunedì prossimo 3 maggio. Chiediamo di essere coinvolti in ogni futuro passaggio, anche nel tavolo di coordinamento prefettizio, al fine di ricercare tutte le condizioni operative migliori per il personale e la qualità del servizio, soprattutto in vista del nuovo anno scolastico». Nello stesso tempo i sindacati si rivolgono a Seta (l’azienda fornitrice del servizio di trasporto pubblico locale), invitandola a cambiare le politiche sin qui attuate. «La situazione è certamente stata aggravata dalla pandemia, ma non possiamo dimenticare che i mali dell’azienda hanno radici purtroppo profonde – ricordano le organizzazioni sindacali – Ci riferiamo alla sottocapitalizzazione, con la conseguente scarsa capacità di fare investimenti, alla carenza di organico, agli straordinari strutturali e imposti, ai turni spesso irrispettosi della normativa contrattuale. Tutte situazioni che causano il forte disagio del personale. A ciò si aggiunge l’irrisolta questione del personale cosiddetto neoassunto (in realtà assunto dopo il 2012), che ancora oggi si trova senza una normativa contrattuale specifica. È necessario, dunque, un cambio di passo definitivo. In queste ore si sta svolgendo una trattativa serrata con la direzione aziendale – aggiungono Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia–Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena – I lavoratori di Seta non possono più aspettare. Abbiamo più volte ribadito l’importanza strategica del loro servizio e sottolineato i sacrifici, la dedizione e la professionalità con cui hanno affrontato l’ultimo anno. È giunto il momento – concludono i sindacati dei trasporti – che il loro impegno sia riconosciuto attraverso un contratto integrativo e condizioni di lavoro degne di questo nome».