I nuovi orari del trasporto scolastico stravolgono la vita individuale e familiare del personale viaggiante. Inoltre i rappresentanti dei lavoratori non sono stati minimamente coinvolti nella discussione e organizzazione dei turni. Per questo Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena hanno aperto le procedure per lo stato di agitazione dei lavoratori di Seta, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale a Modena, Reggio Emilia e Piacenza. «Auspichiamo la pronta convocazione di un tavolo istituzionale per ricercare – dicono i sindacati – ogni possibile soluzione alternativa che limiti il disagio dei lavoratori e riconsegni loro la dignità che meritano». Il 23 aprile si è svolto a Modena un incontro tra prefettura, Amo (Agenzia per la mobilità), Seta e Ufficio scolastico provinciale per discutere dell’avvio dal 26 aprile delle fasce biorarie nelle scuole, cioè l’ingresso e uscita degli studenti in due orari diversi. «Soltanto nella giornata di ieri la dirigenza di Seta ci ha comunicato tutte le variazioni sui turni del personale viaggiante e, dunque, le ricadute sul servizio – lamentano Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena – Questa soluzione, mal governata e tardiva (se ne parlava nel mese di febbraio, ma solo negli ultimi giorni, alla riconquista della zona gialla, il meccanismo è partito) visto che arriva a poco più di un mese dal termine dell’anno scolastico, stravolge la vita lavorativa degli operatori di Seta e dell’intero trasporto pubblico locale. E tutto ciò senza che gli stessi lavoratori e i sindacati siano stati minimamente coinvolti nella discussione delle misure e delle eventuali soluzioni operative per gestire o ridurre al minimo il disagio». I sindacati, che condannano fortemente questa soluzione e la modalità con cui è stata presa e messa in atto, sostengono che i nuovi turni riprogrammati da Seta in base alle riaperture (con le scuole superiori in presenza al 70%), stravolgono le vite dei lavoratori del trasporto pubblico modenese. «Vi sono turni e percorsi completamente nuovi su cui, peraltro, il personale non è stato minimamente formato. Vi sono cinque differenti orari di uscita scolastici (tra le ore 12 e le ore 16), con conseguente stravolgimento delle corse degli autobus e impegno lavorativo moltiplicato per il personale viaggiante. Inoltre – continuano Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena – abbiamo turni che possono partire dalle 6 di mattina ai confini della provincia, per stazionare e operare sul servizio urbano durante il giorno e ritornare a casa con il servizio serale dopo 13 ore e mezza. In questo modo non si causa solo disagio personale e familiare ai lavoratori, ma si aggrava anche la loro potenziale esposizione al rischio, peraltro mai completamente scongiurata, nonostante gli appelli e uno sciopero effettuato nel novembre scorso». Per i sindacati, infine, i nuovi turni previsti da Seta non rispettano, alla luce delle nuove fasce orarie scolastiche, neanche le normative contrattuali vigenti e sono, quindi, irregolari a tutti gli effetti. «In pratica si sono create le condizioni per consentire a una azienda di svolgere la propria attività contra legem», concludono Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Modena, Ugl Fna Modena e Faisa Cisal Modena.