Presso la Facoltà Marco Biagi – Economia e Commercio dell’Università di Modena e Reggio Emilia nella mattinata di oggi si è tenuta la lectio magistralis su “Le persone e la fabbrica”. Si tratta di una ricerca promossa dalla Fim Cisl in collaborazione con un gruppo di docenti dei Politecnici di Milano e Torino, coordinati dal professor Luciano Pero. BENTIVOGLI FIM A MO_3La ricerca ha colmato un grande vuoto: erano infatti oltre 30 anni che le università italiane non facevano quella che un tempo si sarebbe chiamata “inchiesta operaia”. 5 mila questionari sono stati distribuiti in una trentina di fabbriche dell’universo Fiat Chrysler (auto) e CNHI (camion e trattori), a partire dalle più conosciute (Pomigliano, Melfi, Mirafiori). Alla lectio magistralis sono intervenuti Marco Bentivogli (segretario generale Fim Cisl), Luigi Campagna (docente di sistemi organizzativi presso il Politecnico di Milano), Alberto Cipriani (Fim Cisl) e Michele Tiraboschi (docente di diritto delle relazioni industriali dell’Università di Modena e Reggio Emilia). Tiraboschi ha introdotto la lezione ringraziando la Fim, “un sindacato che ha sposato la sfida della modernità, non limitandosi a difendere l’esistente, ma agendo da protagonista del cambiamento del lavoro”. Agli studenti della facoltà sono stati illustrati gli effetti sul lavoro e sui lavoratori del nuovo sistema di produzione e organizzazione del lavoro, il World Class Manufacturing (WCM) e della metrica del lavoro chiamata Ergo-UAS, e le nuove forme di organizzazione del lavoro (a partire dalla job rotation) adottate progressivamente in tutte le fabbriche del gruppo FCA a partire dal 2006. Un lavoro di ricerca e un’analisi che non si ferma solo al gruppo FCA-CNHI e ai suoi lavoratori, ma riguarda il futuro dell’intera industria italiana alla ricerca di nuovi modelli di produttività e di competitività e di una nuova cultura del lavoro. «Quella di oggi – ha dichiarato Marco Bentivogli – è stata una bellissima occasione di confronto col mondo accademico, ma soprattutto con gli studenti del corso di Relazioni del Lavoro, colmando finalmente quella distanza che c’è tra i giovani e il sindacato. La passione per la ricerca scientifica è uno dei valori sui quali noi della Fim fondiamo la nostra attività: dobbiamo ripartire dall’ascolto dei lavoratori e far capire agli imprenditori che nella nuova fabbrica, in Industry 4.0, ci devono essere nuove regole, ma soprattutto che bisogna puntare sulla partecipazione dei lavoratori. Riscoprire il ruolo delle persone nelle nuove forme di organizzazione del lavoro, raccogliendo i loro feedback e i loro contributi, non solo migliora le condizioni di lavoro e la loro soddisfazione, ma aumenta anche la produttività per le imprese e la loro sostenibilità, in termini di rispetto dell’ambiente e di salute e sicurezza dei lavoratori. Con gli studenti ci siamo inoltre confrontati sul ruolo che deve avere oggi il sindacato, dimostrando che, quando non è ideologico, è un alleato delle sfide comuni».