La Cisl giudica favorevolmente la proposta di un nuovo Patto per lo sviluppo di Modena lanciata ieri dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli al Tavolo dell’economia riunito in municipio. «Il Patto per la crescita, firmato cinque anni fa, ha dato buoni risultati, ma è op

Il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta

portuno non sedersi sugli allori e rilanciarlo – afferma il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Apprezziamo, innanzitutto, la conferma del metodo adottato dal sindaco, cioè il coinvolgimento delle parti sociali e l’invito a una loro partecipazione attiva, che consente di arrivare alla condivisione dei progetti. Per parte nostra, – ribadisce Ballotta – siamo pronti e disponibili a continuare a offrire il nostro contributo di idee. Per noi, per esempio, è fondamentale il massimo sostegno al sistema scolastico e della formazione professionale, affinché i nostri ragazzi abbiano le conoscenze e competenze necessarie per le imprese modenesi che competono sui mercati mondiali». Ricordando che un “patto di comunità” per il rilancio del territorio è uno degli obiettivi principali che la Cisl si era data fin dal suo congresso 2013, Ballotta auspica che anche il nascente governo “Conte bis” possa in qualche modo adottare il modus operandi modenese. «Di fronte alla crescita zero e un Paese politicamente spaccato, è indispensabile un dialogo sui problemi, sia sociali che economici, e sulle loro possibili soluzioni – dichiara Ballotta – Dal nuovo esecutivo ci aspettiamo un’equa riforma fiscale fondata sulla lotta all’evasione e la riduzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, una politica industriale rispettosa dell’ambiente, politiche attive del lavoro e degli ammortizzatori sociali, la revisione dello “sblocca cantieri” e avvio dei lavori per le infrastrutture, discontinuità sulle questioni della sicurezza e immigrazione rispetto al governo precedente. Vanno, inoltre, affrontati – conclude il segretario generale della Cisl Emilia Centrale – i temi delle pensioni, dei rinnovi contrattuali dei lavoratori pubblici e privati, nuove assunzioni in tutta la pubblica amministrazione (a cominciare dall’istruzione e sanità) per far fronte ai pensionati con quota 100».