I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals, Gilda e le confederazioni Cgil-Cisl-Uil hanno incontrato il presidente della Provincia e sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli per affrontare il tema degli organici per il prossimo anno scolastico.

Nei giorni scorsi i sindacati avevano lanciato l’allarme sul fabbisogno per l’anno scolastico 2015-16. In relazione sia all’aumento degli studenti che all’organico aggiuntivo per le scuole delle zone del sisma, serviranno almeno 600 docenti e 300 ata in più, senza i quali si rischia di non garantire il regolare funzionamento delle scuole, dalla sorveglianza degli alunni alla pulizia dei locali, dall’apertura dei plessi al funzionamento dei laboratori e degli uffici amministrativi. Inoltre, senza questo personale aggiuntivo non si riuscirà a dare risposte alle richieste sulla scuola dell’infanzia e sul tempo pieno alle elementari. Su tutta la provincia sono 21 le nuove sezioni di scuola dell’infanzia richieste dalle famiglie; senza personale rischierebbero di funzionare solo al mattino. Nella scuola primaria non verrebbero invece accolte le richieste di 44 classi di tempo pieno. Un’altra grande criticità riguarda l’aumento di 1.100 studenti nelle scuole superiori; a fronte dei 59 docenti aggiuntivi assegnati dal Ministero, ne occorrerebbero almeno 120. A tutt’oggi manca completamente l’organico aggiuntivo di circa 300 tra docenti e ata nelle scuole del cratere sismico; si tratta del personale che ha permesso di condurre progetti specifici, suddividere in modo sostenibile le classi nei moduli, garantire la sorveglianza in tutte le micro-strutture. Il presidente della Provincia Muzzarelli ha ascoltato le richieste e ha condiviso le preoccupazioni sindacali su un avvio di anno scolastico incerto, in un contesto aggravato dall’impossibilità della Provincia di garantire risorse aggiuntive per la qualificazione scolastica, come avvenuto fino a oggi tramite convenzioni. Muzzarelli si è impegnato a sostenere le richieste dei sindacati modenesi di organico aggiuntivo di fronte alla Regione Emilia-Romagna e al Ministero dell’Istruzione, chiedendo anche un pacchetto ulteriore di risorse per la statalizzazione dell’istituto tecnico Fermi di Modena.