«Sono dati allarmanti. Se poi ci aggiungiamo anche quelli diffusi dallo studio Prometea secondo cui sono a rischio 60mila posti di lavoro in tutta l’Emilia-Romagna, la preoccupazione è alta». Rosamaria Papaleo (nella foto), segretaria della Cisl commenta così i numeri sulla cassa integrazione diffusi giovedì 29 maggio dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia e pubblicati sul Carlino Reggio.
Cifre che attestavano il totale delle ore concesse da gennaio ad aprile ad 11,1 milioni nella nostra provincia, quasi le stesse dell’intero 2012, in piena crisi economica. «Spero non si facciano più ore di cassa – commenta la sindacalista – anche perché c’è una grande falla nel decreto rilancio del Governo che dispone cinque settimane oltre a quelle già finanziate, da fare entro 31 agosto, più altre quattro dal 1° settembre a patto che l’azienda abbia già esaurito quelle precedenti. Ma la situazione è così drammatica che tante imprese a giugno le avranno già finite e rischiano di saltare in aria. Come Cisl proponiamo di recuperare questo gap e di estendere l’inclusività». La Papaleo poi analizza nel dettaglio le cause della crisi: «Prima della pandemia nella nostra regione la disoccupazione era scesa al 4,8%. Temiamo che alla ripartenza post-epidemia ci sogneremo questo numero. Il lockdown genererà perdite soprattutto a livello di export sul quale Reggio punta tantissimo e sul turismo». Non manca però l’ottimismo. «Sono fiduciosa – conclude la sindacalista – che con la riapertura delle frontiere, un’economia globalizzata come la nostra, le commesse possano ripartire. Ma è necessario rivitalizzare il patto sociale per il lavoro con le istituzioni. Occorre far ripartire al più presto gli investimenti pubblici sia per quanto riguarda le infrastrutture materiale come grandi opere e manutenzione sia quelle immateriali come l’istruzione, la ricerca e l’industria 4.0 visto che questa pandemia ci ha messo di fronte quanto sia importante la digitalizzazione. Dobbiamo puntare sulle politiche attive del lavoro. Solo così ne possiamo uscire vincitori».
(Daniele Petrone, Carlino Reggio del 31 maggio 2020)