«Le nevicate di questi giorni non bastano per risollevare le attività legate agli sport invernali.

Il cambiamento climatico impone di adeguare un’intera economia troppo dipendente dall’andamento meteorologico».

Lo afferma Alessandro Bonfatti, responsabile della Cisl Emilia Centrale per la zona del Frignano, secondo il quale la scarsità di neve crea conseguenze economiche, occupazionali e sociali che richiedono sostegni pubblici e nuovi progetti.

«Occorre un tavolo permanente per affrontare la crisi ed elaborare un piano di rilancio della montagna – dice Bonfatti – Da questo

Alessandro Bonfatti, responsabile Cisl Emilia Centrale per la zona del Frignano

punto di vista l’incontro della settimana scorsa a Roma tra il ministro del Turismo Daniela Santanchè, le Regioni appenniniche e le associazioni di categoria è un utile punto di partenza. Teniamo conto che la mancanza di neve durante le feste natalizie ha ulteriormente danneggiato un settore già in sofferenza da due anni a causa della pandemia da Covid».

Il rappresentate territoriale della Cisl ricorda che l’economia legata agli sport invernali comprende un’ampia filiera e coinvolge migliaia di addetti: albergatori, ristoratori, artigiani, commercianti, noleggiatori, maestri di sci e i rispettivi dipendenti.
A soffrire dell’attuale situazione climatica sono soprattutto i Comuni dell’Alto Frignano (Fanano, Sestola, Montecreto, Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo e Lama Mocogno).

«Se non si interviene con risorse e progetti, si rischia di vanificare gli sforzi delle amministrazioni comunali per frenare lo spopolamento della montagna – dichiara Bonfatti – Per questo sono urgenti azioni da concordare in un’ottica d’insieme tra le parti sociali, l’Unione dei Comuni, le istituzioni regionali e nazionali. I patti sociali territoriali possono essere uno strumento per dialogare e costruire obiettivi condivisibili».

Per il responsabile Cisl del Frignano occorre proporre attività che possano rappresentare una valida alternativa agli sport tipicamente invernali, in una logica di turismo multi-stagionale. Bisogna investire sulle strutture sportive, dalle piscine ai campi sportivi, dagli impianti di risalita ai percorsi per trekking e mountanin bike, sviluppando il turismo sui luoghi della memoria ed enogastronomico.

«Con gli aiuti pubblici, il ruolo attivo dei Comuni e delle parti sociali, l’inventiva degli operatori e della comunità, è possibile superare anche questo momento difficile e costruire insieme – conclude Alessandro Bonfatti, responsabile territoriale della Cisl – una nuova offerta turistica in un contesto ambientale e climatico innegabilmente mutato, ma non per questo obbligatoriamente sfavorevole».