Presso il Comune di Poviglio permangono le difficoltà che già i lavoratori avevano sollevato con la precedente proclamazione dello stato di agitazione di ottobre 2021. Da allora sono stati fatti degli incontri che avevano l’obiettivo di sensibilizzare gli amministratori rispetto alle difficoltà quotidiane dei vari servizi.  Ma ad oggi, nonostante le insistenze dei Fp Cgil, Cisl Fp e Cse Fpl insieme alle rsu, “non si è riusciti nemmeno a sottoscrivere i verbali di quegli incontri, né tanto meno l’amministrazione ha attuato interventi fattivi rispetto alle criticità sollevate – lamentano le organizzazioni sindacali -. Da allora la situazione è peggiorata sempre più e in prospettiva non ci sono miglioramenti in vista. I lavoratori che per diversi motivi hanno cessato il loro rapporto di lavoro non sono stati sostituiti, andando così ad aumentare il già elevato carico di lavoro dei rimasti. In prospettiva, cesseranno anche delle posizioni apicali, ma anche qui ad oggi non vi sono soluzioni. Addirittura non vi è certezza neppure se le pratiche propedeutiche alle assunzione siano state messe in atto da parte del Comune. Per questi motivi, le malattie e qualsiasi altra assenza temporanea non fanno altro che aggravare ulteriormente le criticità presenti nella quotidianità. Nel mentre L’opinione pubblica ‘scarica’ la responsabilità dei disservizi riscontrati sui lavoratori, loro primi interlocutori, i quali, essendo sempre di meno, non riescono a evadere tutte le richieste rapidamente, come i cittadini vorrebbero”.

“In questa situazione di difficoltà – proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Cse Fpl – l’amministrazione comunale non ha predisposto nessuna gestione dell’emergenza. Nonostante quanto sopra decritto gli amministratori chiedono conto ai propri dipendente del mancato rispetto agli adempimenti. Un estremo tentativo di dialogo è stato fatto dalle organizzazioni sindacali e dalle rsu chiedendo un incontro all’amministrazione la quale l’ha posticipato di oltre un mese; per i lavoratori questo è stato percepito come una non consapevolezza delle condizioni in cui si trovano a svolgere il proprio lavoro contribuendo così ad esasperare la situazione”. Per questi motivi, i lavoratori riuniti in assemblea hanno dato mandato all’unanimità dei presenti ai sindacati di procedere con la proclamazione dello stato di agitazione.