La Cisl Scuola Emilia Centrale in una manifestazione contro la legge "La Buona Scuola" precariP1090991

La Cisl Scuola Emilia Centrale in una manifestazione contro la legge “La Buona Scuola”

Una giornata di mobilitazione nazionale in difesa dei diritti dei docenti precari. L’hanno proclamata per domani – venerdì 12 febbraio – i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams. A Modena si terrà un presidio davanti alla prefettura a partire dalle 16. «La nostra protesta nasce a causa della totale assenza di confronto con il Ministero dell’Istruzione sull’annunciato bando del concorso per l’assunzione di docenti a tempo indeterminato – spiegano i sindacati confederali e autonomi – Un tema del genere non può essere affrontato ignorando la realtà di un precariato al quale la legge 107/2015 non ha dato le risposte che il governo aveva assunto come suo preciso impegno Parliamo di un precariato fatto di docenti in servizio da anni, che hanno conseguito una costosa abilitazione, conciliando a fatica il lavoro a scuola con le esigenze personali e familiari, spesso costretti a trasferirsi in un’altra regione pur di avere un contratto a tempo determinato. Parliamo di docenti della scuola dell’infanzia, vincitrici di concorso e/o inserite in graduatorie a esaurimento, ingiustamente estromesse dal piano nazionale di assunzioni col pretesto di dovere attendere l’attuazione del percorso 0-6 anni, smentito dalla legge di Stabilità. Parliamo di docenti cui è stata preclusa dal Ministero la possibilità di conseguire abilitazioni attraverso tirocini formativi non attivati». Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams ricordano che la sentenza della Corte europea del novembre 2014 ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni, ma nonostante ciò si lascia a essi come unica opportunità quella di partecipare a un concorso in cui, peraltro, non viene adeguatamente riconosciuto il valore del servizio svolto. «Il concorso resta in linea di principio lo strumento da utilizzare per l’accesso al lavoro pubblico, in quanto garantisce ai concorrenti trasparenza ed equità – sottolineano i sindacati – Ma quello annunciato rischia di rivelarsi inopportuno per i modi e tempi con cui viene gestito, in un contesto di criticità non risolte, impegni disattesi, obiettivi mancati, diritti negati. È una situazione che rende facilmente prevedibile il moltiplicarsi di contenziosi». Per questo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono l’immediata apertura di un tavolo in cui discutere come le procedure di reclutamento possano tenere debitamente conto dell’esigenza di valorizzare la professionalità di quanti, per anni, hanno consentito di far fronte alle ordinarie esigenze di funzionamento del sistema scolastico. Per i sindacati ciò può avvenire sia intervenendo sulle modalità di svolgimento delle prove concorsuali (facoltatività di alcune di esse a determinate condizioni, giusto bilanciamento nella valutazione dei titoli, ecc.), sia prevedendo un’articolazione delle assunzioni che agevoli la stabilizzazione delle residue aree di precariato ricorrente.