Ancora una volta le organizzazioni sindacali confederali del Pubblico impiego riportano all’attenzione dei cittadini le criticità che interessano la Prefettura di Reggio Emilia e constatano che nonostante la situazione sia stata più volte denunciata attraverso diversi canali, ad oggi, nulla è stato fatto per porvi rimedio.

La dotazione di personale attualmente in servizio presso la Prefettura di Reggio Emilia è assolutamente insufficiente a garantire la regolarità e la tempestività delle attività Ministeriali che potrebbero essere ormai prossime alla paralisi funzionale.  Il blocco del turn over, comune denominatore di tutte le pubbliche amministrazioni, unitamente alla mancata sostituzione del personale collocato in quiescenza, trasferito o distaccato ha comportato che le poche risorse umane assegnate ai servizi debbono farsi carico degli ulteriori adempimenti garantendo a fatica la regolarità e la tempestività delle importanti e delicate attività svolte da questo Ufficio territoriale del Ministero dell’Interno.

Che la carenza di organico della Prefettura di Reggio Emilia fosse conosciuta anche ai vertici del Ministero lo dimostra la presenza di tutto il personale a tempo determinato impiegato ormai da anni, finalizzata a tamponare esigenze temporanee ed eccezionali e divenuta indispensabile per il funzionamento degli uffici.

Tra il personale a tempo determinato che attualmente presta servizio in Prefettura ci sono quattro unità assegnate per la ricostruzione post-sisma dalla Regione Emilia-Romagna e un’unità che a tutt’oggi non è stata stabilizzata, addetta all’ufficio immigrazione.

Qualora queste risorse non venissero confermate a scadenza di contratto si creerebbe un ulteriore aggravio di lavoro.

Anche sul fronte della dirigenza la Prefettura sconta da tempo un inesorabile depauperamento delle risorse. Sulla carta dovrebbero essere presenti cinque dirigenti, ma effettivamente in servizio ve ne sono solo due.

Tale situazione comporta la difficoltà di affrontare e risolvere le innumerevoli problematiche che sorgono quotidianamente nei vari ambiti lavorativi e favorisce una confusione di ruoli e competenze alimentando il malessere del e tra il personale.

Inoltre, dato che la Dirigenza non è tenuta al rispetto di un orario prestabilito, sono sempre più frequenti, nei confronti del personale contrattualizzato, le richieste di presenza oltre l’orario ordinario di servizio senza alcun tipo di riconoscimento, né in termini di merito, né economico.

I segretari Salvatore Coda (Cgil Fp), Rosamaria Papaleo (Cisl FP) e Luigi Raffaele Nacca (Uilpa) esprimono grande preoccupazione per il malessere diffuso tra il personale e  per la conseguente tenuta delle funzioni e dei servizi e hanno, pertanto, chiesto al Prefetto pro tempore il compimento di un passo forte in questo senso nei confronti dell’Amministrazione centrale che non può più ignorare un tale stato di cose.