Grande soddisfazione di Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna per la decisione del giudice per le udienze preliminari di ammettere i sindacati come parti civili nel processo Aemilia per tutti i capi di imputazione indicati. È la prima volta nel Nord Italia, e una delle prime in Italia, che le organizzazioni sindacali confederali vengono riconosciute parte lesa in un processo di mafia.

L’istanza di costituzione di parte civile è stata affidata agli avvocati Libero Mancuso, Vincenza Rando, Silvia Moisè e Andrea Ronchi. «Il lavoro si è confermato essere uno degli elementi centrali nei meccanismi di penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, con il pesante corredo degli atti di stravolgimento delle regole del mercato del lavoro e di grave lesione dei diritti di lavoratrici e lavoratori – affermano Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna – L’indagine, inoltre, ha fatto emergere il carattere di “mafia imprenditrice” assunto dall’organizzazione ‘ndranghetista in Emilia-Romagna, insieme alla capacità di penetrare interi settori economici. Il processo servirà perciò a individuare le responsabilità nel sistema di ‘ndrangheta che ha messo radici in questa regione. La nostra presenza sarà fondamentale per mettere in luce la stretta connessione tra illegalità e violazione dei diritti dei lavoratori, in un contesto economico offeso dalla criminalità organizzata». Per i sindacati il tentativo di imporre il metodo mafioso alle relazioni economiche e del lavoro deve trovare un argine nella reazione dei corpi sani della società civile, attraverso il supporto della magistratura e l’azione concertata nel territorio tra istituzioni, forze sociali ed economiche per rafforzare il sistema di regole a presidio della legalità e dei diritti. Anche per questo Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna giudicano importante che sia stata ammessa una parte rilevante delle associazioni e istituzioni che hanno avanzato istanza di costituzione come parte civile. «A questo punto siamo a pieno titolo dentro il maxi-processo per affermare, nelle aule come nei luoghi di lavoro e sul territorio, che questa vuole essere terra di legalità, diritti e di antimafia, consapevoli di rappresentare il mondo del lavoro per l’affermazione democratica e costituzionale dei diritti dei lavoratori. Sarà nostro impegno, nel proseguo del processo, – concludono i sindacati – tenere costantemente informati i lavoratori nei luoghi di lavoro e nel territorio».