La sottoscrizione del protocollo di intesa per la riprogettazione dei servizi educativi nel periodo di sospensione delle attività educative per emergenza Covid-19 rappresenta un momento importante di condivisione tra i diversi enti locali firmatari, i sindacati di categoria e le centrali cooperative. «In prima istanza questo protocollo dimostra come su questo tema sia possibile avere dei momenti di confronto vero al fine di salvaguardare la gestione integrata e la qualità dei servizi 0-6 anni, finalizzati al raggiungimento di obiettivi condivisi – affermano Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Fabio De Santis (Fp Cgil Modena) – Questo è un punto molto importante anche nell’ottica delle prossime valutazioni che si dovranno fare in merito all’attività di quest

Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

o segmento dell’offerta educativa e scolastica nelle successive fasi dell’emergenza Covid-19. Il protocollo, inoltre, colma parzialmente anche il gap che si è creato negli ultimi due mesi. A fronte di una continuità didattica-educativa da remoto per i bambini frequentanti i servizi 0-6 a gestione diretta degli enti pubblici, non tutti i servizi in appalto e convenzionati avevano ancora codificato simili progetti». La parziale riprogettazione dei servizi in appalto e convenzionati permetterà anche alle lavoratrici e ai lavoratori di reintegrare una parte delle ore di lavoro con una retribuzione piena. Infatti da due mesi il personale interessato è in ammortizzatore sociale con una retribuzione pari al massimo all’80% di quella ordinaria. Va ricordato che le educatrici dei nidi e le insegnanti delle scuole d’infanzia dei servizi in appalto e in convenzione hanno già delle retribuzioni più basse rispetto alle loro colleghe comunali e, in una parte considerevole, non svolgono la prestazione lavorativa per tutto l’anno, perché hanno contratti di lavoro part time verticali, con pause contrattuali nei periodi estivi. Gli accordi di ammortizzatori conclusi in questi due mesi hanno previsto nella quasi totalità dei casi l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte delle aziende proprio per sostenere le retribuzioni di questi lavoratori e lavoratrici. «Sebbene con questo protocollo la piena retribuzione non venga recuperata, – aggiungono Torricelli e De Santis – deve essere comunque sottolineato il parziale recupero del trattamento delle lavoratrici interessate, così come è da valorizzare la parziale equiparazione del servizio ricevuto dai bambini e famiglie frequentanti i nidi e le scuole dei servizi in appalto o in convenzione rispetto a quello già in essere nei servizi erogati direttamente dagli enti locali. Per questo motivo – concludono i rappresentanti di Cisl Fp e Fp Cgil – auspichiamo che anche altri Comuni della provincia sottoscrivano il protocollo e ne diano piena attuazione».