Cultura. “Ora anche i lavoratori che operano nelle principali aziende culturali di Reggio e di Modena hanno un contratto moderno e flessibile, capace di cogliere le esigenze degli stessi per migliorare le condizioni di lavoro e garantire la capacità di rispondere in modo efficiente e dinamico alla domanda del mercato del settore”. Un ruolo, quello dei servizi culturali reggiani e modenesi, vitale sia per la crescita sociale e civile dei due territori, ma anche per lo sviluppo economico e che incassa questo commento di Davide Battini, segretario della Cisl Fp, dopo che, a Roma, è stato sottoscritto il 12 maggio 2016 il verbale di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro Federculture. Il contratto si applica ai dipendenti delle imprese dei servizi pubblici della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero. In Italia si tratta di oltre 3.000 dipendenti delle principali aziende culturali del Paese rappresentate da Federculture, come appunto i dipendenti delle Fondazioni o dei Musei, diverse decine di questi lavorano tra Modena e Reggio. L’accordo è stato siglato dalla delegazione trattante delle aziende culturali associate a Federculture, e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uil Pa.

“Rinnovato e arricchito sotto molti profili normativi, il contratto prevede un incremento salariale a regime, per tutti i lavoratori, del 4,5% nell’arco del triennio – entra nel dettaglio Cristian Villani, Cisl Fp Emilia Centrale, responsabile Federculture per il territorio di Reggio Emilia e Modena –, inoltre è prevista l’introduzione del terzo Ear (elemento aggiuntivo di retribuzione), l’elemento di garanzia retributiva per i lavoratori delle aziende dove non si svolge la contrattazione di secondo livello e la costituzione di un fondo, pari a 9 euro al mese per 14 mensilità, destinato a finanziare lo sviluppo professionale e i percorsi di carriera dei lavoratori”.

Sono anche introdotti elementi innovativi sul tema delle unioni civili che vengono riconosciute contrattualmente al pari del matrimonio e viene estesa la dizione coniuge/coniugi anche ad ognuna delle parti delle unioni civili. Novità anche in tema di tutela delle pari opportunità, sulla violenza di genere, la conciliazione dei tempi vita-lavoro, la tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Viene quindi istituita una commissione paritetica per l’aggiornamento del sistema di classificazione e l’individuazione dei criteri per l’attivazione dei percorsi di carriera ed è impedita l’introduzione di forme di flessibilità selvaggia attraverso l’opportuna regolamentazione di tutte le tipologie contrattuali.