“Fare cassa sui vedovi e le vedove è ingiusto se non immorale. Accogliamo con soddisfazione le precisazioni del ministro Padoan, ma vigileremo affiche le pensioni di reversibilità – che riguardano alcune migliaia di Reggiani (circa 4,3 milioni di persone in Italia, 309 mila in Emilia Romagna), in gran parte vedove – continuino ad essere erogate con le regole attuali. Diversamente ci mobiliteremo”.

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale. I pensionati della Cisl

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Sono le parole di Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale dopo che il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, e quello dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno smentito le ipotesi di intervento sulle pensioni ai superstiti o di reversibilità. “Tutti i trattamenti restano intatti” ha risposto il ministro Padoan al presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd) e alle opposizioni. Questi ultimi, infatti, avevano osservato come nel disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, presentato da Renzi in Parlamento, fosse previsto anche un riordino delle prestazioni assistenziali e di quelle previdenziali legate al reddito. E tra queste ultime rientrano appunto anche le pensioni di reversibilità, benché non siano esplicitamente menzionate del disegno di legge stesso. Una preoccupazione – accolta in queste ore dai sindacati in maniera unitaria – sul fatto che il provvedimento prevede, come criterio generale, che le prestazioni future (non quelle in essere) non siano più legate al reddito ma all’Isee, l’indicatore che tiene conto di tutta la ricchezza familiare (redditi, risparmi, investimenti, immobili). Ci sarebbe quindi stato il rischio di una stretta sui requisiti. Rischio che, dopo la doppia smentita dei due ministri renziani dovrebbe essere caduto.

“Ma noi aspettiamo o la cancellazione del Ddl o una puntualizzazione dello stesso – spiega Lasagni –. Si noti che ad oggi i coniugi superstiti ricevano solo il 60% della pensione del defunto. Questa percentuale scende al 45% se il superstite ha redditi superiori a tre volte l’importo della pensione minima, cioè 1.505 euro lordi al mese, e al 30% se ha redditi oltre 5 volte il minimo (2.509 euro lordi al mese). Le percentuali aumentano se ci sono figli a carico. A Reggio Emilia, con l’allungamento della vita, le 167.000 pensioni attive salgono costantemente e, con esse, anche quelle di riversibilità: toccarle avrebbe voluto dire incidere sulla vita di molte persone dato che, mediamente, le pensioni di reversibilità hanno un importo medio di soli 591 euro lordi mensili e, purtroppo, riguardano persone spesso anziane, sole e, a volte, anche malate”.

“Per il futuro – conclude Lasagni – ricordiamo che sia a livello locale quanto nazionale da tempo ripetiamo che per la quadratura dei conti occorra occuparsi di evasione fiscale, di evasione contributiva, di corruzione, di grandi patrimoni esentasse e di promuovere un sistema fiscale progressivo chiedendo di più a chi ha di più e non ai più deboli. Con coraggio si attinga ai ricchi, ai grandi manager, le pensioni d’oro e ai grandi patrimoni sempre al riparo da ogni provvedimento”.