Uno strumento per alzare il reddito dei lavoratori dipendenti è la cosiddetta “contrattazione decentrata o “di secondo livello” (aziendale e/o territoriale), che determina erogazione di salario integrativo o welfare contrattuale, godendo tra l’altro di una tassazione agevolata. Il problema è che la contrattazione di secondo livello non raggiunge in modo adeguato l’intera platea dei lavoratori. A livello regionale, per esempio, coinvolge solo il 17,51% dei lavoratori dipendenti, anche se nel 2017 si è registrato un aumento dell’1,62% rispetto al 2016. La provincia di Modena è sotto la media regionale: nel 2017 era del 16,67% del totale la percentuale dei lavoratori con contrattazione di secondo livello (nel 2016 era solo il 12,66%). Il premio di risultato (tipica conquista sindacale ottenuta attraverso la contrattazione aziendale) ha un’incidenza dello 0,84% sul reddito da lavoro dipendente annuo complessivo. L’incidenza a Modena è comunque più alta rispetto al dato medio regionale (0,81%, secondo le risultanze dell’indagine campionaria della Cisl Emilia-Romagna). Nel 2017 il premio di risultato medio pro capite a tassazione agevolata erogato a Modena è stato di 1.191 euro (l’anno prima era stato 975 euro, contro il dato regionale di 1.073 euro e 920 euro rispettivamente negli anni 2017 e 2016). Interessante notare l’aumento dei lavoratori dipendenti beneficiari di contrattazione di secondo livello che scelgono di “welfarizzare” il salario integrativo (cioè di trasformarlo in servizi scolastici, mense, borse studio, assistenza). L’indagine della Cisl Emilia-Romagna ci dice che nel 2017 sono stati l’8,41% (5,9% nel 2016) i lavoratori modenesi dipendenti beneficiari di salario integrativo aziendale che hanno scelto l’opzione welfare, cioè la trasformazione del salario integrativo in servizi di welfare aziendale. Il montante economico complessivo di welfare aziendale erogato al campione della ricerca (che rappresenta circa il 9,55% del totale lavoratori percettori di salario integrativo in regione) supera a Modena i 280 mila euro (anno di riferimento 2017). Il montante economico complessivo di welfare aziendale erogato al campione della ricerca nello stesso anno in Emilia-Romagna sfiora il milione e mezzo di euro. In regione i lavoratori dipendenti che optano per la “welfarizzazione” sono, invece, il 4,18% del totale lavoratori che hanno in “dote” salario integrativo aziendale.