Una settimana di nuove iniziative fino al 27 giugno 2019 per rafforzare i legami tra Reggio Emilia e la Bosnia-Erzegovina: prende il via una nuova tranche di appuntamenti e incontri del progetto “Pita e Pasta di Pace”, il percorso che vede protagoniste donne di associazioni e organizzazioni al femminile della Bosnia Erzegovina, promosso dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e Iscos Emilia-Romagna in collaborazione con la cooperativa sociale Madre Teresa e la Fondazione Mondinsieme, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Un ponte di pace, dialogo e collaborazione in nome del dialogo interculturale, della coesione e della cooperazione internazionale, che in questi ultimi anni ha portato a realizzare diversi scambi e progetti tra il territorio reggiano e la nazione balcanica.
A partire da 19 giugno e per tutta la prossima settimana Reggio Emilia ospiterà una delegazione composta da diversi rappresentanti di fondazioni, associazioni e organizzazioni della società civile della Bosnia Erzegovina e della Serbia, di cui fanno parte: Selma Hadžihalilović, Denjia Hidić e Jadranka Miličević della Fondazione Cure (Sarajevo), Ifeta Mejremić e Tamara Cvetković,  dell’associazione Jadara (Konjević Polje), Ajna Jusić di ‘Forgotten Children of war’ (Sarajevo), Aiša Smailbegović Hadzihalilović dell’associazione Lotos (Zenica), Elvedina Alić dell’associazione Donne (Konjić) e Staša Zajović delle Donne in Nero (Belgrado).

L’APPUNTAMENTO – Incontri, visite, laboratori e scambi culturali che riguarderanno ambiti diversi, e in particolare il welfare, cultura e diritti umani e che si concluderanno con un momento di restituzione pubblica durante il Mercoledì Rosa del 26 giugno. Incontri, laboratorio gastronomici, street-food, mostre, musica e burattini: saranno questi gli ingredienti delle diverse iniziative in programma lungo via Roma tra piazza Scapinelli e la bio osteria la Gabella di via Roma. Le iniziative delle serata saranno l’occasione per ricordare anche una delle giovani donne protagoniste del progetto di scambio con la Bosnia, Joy, venuta a mancare nel corso degli ultimi mesi. Ad aprire la serata sarà, alle ore 18 e alle 19 in piazza Scapinelli, il Laboratorio di preparazione della Pita aperto al pubblico: un modo divertente per conoscere una delle pietanze bosniache più gustose e mettersi alla prova con la cucina balcanica, apprendendo i segreti di questo piatto direttamente dalle donne delle associazioni bosniache. Sempre in piazza, alle 19.30, prenderà il via lo street food con piatti della tradizione reggiana e bosniaca a supporto dei progetti di cooperazione promossi da Iscos Emilia-Romagna.
Alle 18, alla Ghirba biosteria della Gabella, è invece in programma l’incontro “Balcani: 20 anni di Pace Fredda”, dialogo con Luca Leone (giornalista) e Staša Zajović (Donne in Nero Belgrado). A seguire, alle 19.30, sempre presso la Gabella e nello Spazio Quarantanove di via Roma, inaugurerà la mostra “Uno scorcio di Bosnia” realizzata da Agesci gruppo 4 tra immagini e esperienze.

In serata sono infine in programma due diverse iniziative. Alle 21, al Labart/parco Santa maria, va in scena “Sandrone soldato”, spettacolo di burattini e marionette da tavolo rivolto ad un pubblico di giovani ed adulti sui temi dell’atrocità della guerra, grande affare per pochi e grande tragedia per tutti, e sulla necessità della fratellanza. Alle 22, infe, in piazza Scapinelli, si svolgerà il concerto “Le chemin des femmes e Le core, voci indisciplinate – In memoria di Joy” a cura del coro Le Chemin des Femmes, fondato a Modena nel 2008, composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale unite dalla comune passione per il canto e dal desiderio di promuovere la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce. La serata sarà introdotta da
Andrea Cortesi, direttore Iscos Emilia-Romagna, e da Lisa Vezzani, vice-presidente  Cooperativa Madre Teresa.
Per iscriversi alle diverse iniziative è possibile contattare iscos.emiliaromagna@cisl.it

GLI INCONTRI – A dare il via al programma degli incontri è stato, oggi pomeriggio, l’incontro di formazione “Attraversare e condividere i percorsi del trauma. Approcci e esperienze in dialogo tra i Balcani e Reggio Emilia”, promosso dai servizi Sociali e Intercultura del Comune, sull’elaborazione di traumi con donne e uomini dei Balcani e di altre parti del mondo, con la partecipazione gli operatori dei Poli Sociali, l’associazione Nondasola, gli operatori dei servizi comunali e gli psicologi dell’accoglienza del sistema Sprar.
Sempre sul tema del welfare e dei servizi, in questi giorni la delegazione proveniente dalla Bosnia-Erzegovina ha in programma diverse visite e incontri con i servizi gestiti dal Comune e con le realtà che operano sul territorio, tra cui il Polo sociale Est, la Polveriera, la Casa delle Donne di Reggio Emilia, il centro famiglie straniere, Casa Sara e la Buona Terra gestiti dalla cooperativa Sociale Madre Teresa, la Filef e la cooperativa sociale Rigenera.
Venerdì 21 giugno la delegazione incontrerà la segreteria della Cisl Emilia Centrale che da diversi anni supporta i progetti promossi dalle associazioni bosniache, mentre sabato 22 giugno, alle ore 9.45, nella Sala Rossa del comune di Reggio Emilia è infine in programma un incontro con le associazioni del Coordinamento per i Diritti Umani, che vedrà tra i relatori esponenti delle associazioni bosniache coinvolte. Nuovo appuntamento infine lunedì 24 giugno, alle ore 18, nello spazio Via Cassoli Uno dove si confronteranno le associazioni giovanili del territorio.

VIA ROMA – Sabato 22 giugno dalle ore 15.30 la delegazione bosniaca sarà ospite del Comitato dei cittadini di Via Roma e della Compagnia Pietribiasi/Tedeschi per Memorie dal Suolo un percorso di visita e incontri tra i luoghi e le residenze di via Roma e dintorni. Il percorso si aprirà dalla Gargotta del Popol Giost, visiterà gli appartamenti di Giuliana e Betta, effettuerà incontri presso l’Ortoparco di Santa Maria, Ghirba biosteria della Gabella, la casa famiglia di via Ferrari Bonini e lo spazio 49.

IL PROGETTO ‘PASTA E PITA DI PACE’ – L’inclusione sociale parte dalla conoscenza dell’altro e dallo scambio culturale di competenze umane e professionali. Mani in Pasta, il progetto femminile di formazione al lavoro per persone in difficoltà promosso dalla cooperativa sociale Madre Teresa, ha risposto all’invito fatto alcuni mesi fa durante una visita a Reggio Emilia dall’associazione Jadar, formata da donne sopravvissute al genocidio di Srebrenica, facendosi portavoce dell’esperienza gastronomica reggiana e aprendosi al territorio bosniaco, per favorire uno sviluppo formativo che parta dall’acquisizione delle principali tecniche di produzione di pasta fresca. Il progetto, unico nel suo genere, vede come partner di azione Iscos Emilia-Romagna, la realtà di cooperazione internazionale promossa dalla Cisl regionale, che da più di quindici anni lavora in Bosnia Erzegovina con organizzazioni della società civile per favorire i diritti umani e sostenere i gruppi marginali e più deboli.
L’obiettivo di questo incontro è quello di coniugare due aspetti differenti ma ugualmente importanti. Il primo è segnato da una visione culturale delle attività, caratterizzata dallo scambio di esperienze, conoscenze e capacità femminili presenti nelle rispettive realtà territoriali. Il secondo aspetto è di carattere più umanitario e riguarda il difficile passato di entrambi i gruppi di donne che si conosceranno personalmente.