La vendita porta a porta di rilevatori di gas sta diventando un problema di ordine pubblico. A lanciare l’allarme sono Adiconsum Emilia Centrale, Federconsumatori Modena e Movimento Consumatori Modena, che chiedono alla prefettura di valutare la sospensione temporanea delle vendite porta a porta in tutta la provincia di Modena. Una misura forte, ma ritenuta ormai necessaria dalle associazioni dei consumatori che gestiscono “Sos truffa & c.”, lo sportello telefonico al servizio dei cittadini creato per dare un aiuto concreto e tempestivo a tutti coloro che sospettano di esser stati vittime di truffe o raggiri. «La nostra provincia è particolarmente battuta da soggetti privi di scrupoli che cercano guadagni facili – affermano Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Consumatori – Aumentano, in particolare, le seg

Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Cisl Emilia Centrale

nalazioni che riguardano la tentata vendita porta a porta di rilevatori di gas, proposti sulla base di norme, in realtà inesistenti, che potrebbero imporne a breve l’acquisto a tutti i cittadini. Sono dispositivi, la cui efficacia è tutta da dimostrare, del valore di 10-20 euro, ma venduti a 300 euro. Per giustificare questo costo al consumatore viene fatto sottoscrivere un contratto di assistenza. Non solo, per piazzare un secondo rilevatore si paventa, in particolare alle persone anziane, il rischio della vita che correrebbero i familiari sprovvisti del rilevatore». In questi mesi decine di cittadini modenesi sono stati truffati in questo modo da un’azienda (Meta Gas), in realtà corrispondente a una semplice partita Iva che risulta non rintracciabile. Infatti coloro che, tramite le associazioni dei consumatori, hanno a suo tempo revocato l’acquisto esercitando il diritto di recesso, non hanno ricevuto alcuna risposta e oggi sono costretti a un costoso percorso giudiziario nella speranza di recuperare il denaro speso. «Meta Gas è scomparsa, ma oggi a vendere i rilevatori gas sono soggetti con altri nomi che usano le medesime modalità e praticano gli stessi prezzi – denunciano Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Consumatori – Un film già visto e non più tollerabile, anche se i contratti che vengono fatti sottoscrivere sono inattaccabili, tanto è vero che quando i compratori denunciano l’accaduto alle forze dell’ordine, queste le indirizzano alle associazioni di consumatori, per esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dall’acquisto. Ma se l’azienda non risponde o risulta non più attiva, esigere questo diritto diventa difficile». Per questo Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Consumatori sollecitano la prefettura di Modena a interessarsi al problema e trovare una soluzione che vada oltre la semplice informazione ai cittadini, utile ma non più sufficiente a contrastare un fenomeno che sta creando allarme sociale.