Solo sul territorio reggiano sono dodicimila i dipendenti della Pubblica amministrazione che aspettano il rinnovo del Contratto nazionale da ormai sette anni. Assieme a loro ci sono altri seimila lavoratori tra dipendenti del Terzo settore, fermi da quattro anni,  e sanità privata, con il rinnovo contrattuale bloccato da ben nove anni.

E’ dunque per dare una scossa ad una situazione di stallo che il prossimo 24 maggio tutti i comparti del pubblico, della cooperazione sociale delle cliniche private sciopereranno e si ritroveranno in manifestazione a Bologna, dove un corteo sfilerà da via Stalingrado per raggiungere i palazzi della Regione Emilia Romagna.

Davide Battini Maurizio Frigieri Angelo Faietti

Davide Battini, Maurizio Frigieri, Angelo Faietti i sindacalisti intervenuti alla conferenza stampa per il rinnovo del contratto nella pubblica amministrazione

 

Uno sciopero che arriva sulla scia di un percorso di mobilitazione iniziato lo scorso aprile con la consegna di cartoline di protesta ai dirigenti pubblici e privati delle maggiori realtà territoriali, con destinatario finale il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Lavoratori e sindacalisti  hanno occupato simbolicamente le sedi delle varie aziende pubbliche e del privato sociale locale ed è stato chiesto ai vertici di ogni ente e parte datoriale di sottoscrivere, se condivisa, la lettera di protesta indirizzata a Renzi.

Crediamo che il blocco dei contratti non possa proseguire oltre – ha sottolineato Maurizio Frigeri, segretario Fp Cgil Reggio Emilia– perché incide pesantemente sulle condizioni, economiche ma anche di sviluppo professionale, di lavoratori che garantiscono quotidianamente servizi essenziali per la collettività”. Il blocco contrattuale anche per quest’anno è stato invece confermato nel Documento economico finanziario presentato dal governo, documento che non contiene in se le risorse necessarie.

E’ stato stimato che i lavoratori pubblici abbiano perso negli ultimi anni almeno il 13% del valore dello stipendio – ha sottolineato Davide Battini, segretario Cisl Fp Emilia centrale – . Ma le ricadute parlano di un contesto con meno dipendenti, meno retribuiti e più vecchi generando così una situazione ai limiti che sempre più muove verso le esternalizzazioni”.

A risentirne sono quindi tutti i settori del welfare, dai servizi per l’infanzia a quelli per gli anziani. Si parla di mancanza di formazione professionale, di blocco delle assunzioni, di precarizzazione dei servizi: mentre si continua con la politica del blocco del turn-over “vengono fatte delle assunzioni a tempo determinato che non solo sono più costose per le amministrazioni che sprecano così soldi pubblici, ma che non permettono di dare stabilità sia alle persone, sia al ruolo che queste esercitano e per il quale sviluppano professionalità” – chiosano Frigeri e Battini.

Ma non solo “assistiamo anche alla mancanza di progressione degli stipendi – aggiunge Angelo Faietti, della segreteria della Uil Fpl – dove ci sono lavoratori che non hanno aumenti anche per diversi anni anni, il tutto in un contesto mediatico che bolla i dipendenti pubblici come fannulloni, mentre riteniamo – conclude – che se è vero che il cosiddetto ‘fannullone’, e chi lo copre, va sanzionato è altrettanto vero casi e situazioni isolate non registrate nel nostro territorio”.

Per tutte queste motivazioni, convinti che se non arriveranno risposte bisognerà allargare la protesta fino a pensare ad uno sciopero nazionale, il prossimo 24 maggio i dipendenti pubblici emiliano-romagnoli si ritroveranno  a Bologna.

Da Reggio Emilia sono previsti, in partenza da diversi punti della Provincia, dodici pullman.