«Prendendo per buoni i dati di Prometeia, che stima un calo di 60 mila posti in Emilia-Romagna, possiamo ipotizzare tra i 5 e 10 mila i posti di lavoro che potrebbe perdere il nostro territorio. Ma fare previsioni in questa fase è un azzardo, perché mai come oggi il futuro è un’incognita e molto dipende anche dalla capacità di reazione dei singoli territori».

William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale

Lo afferma il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta commentando l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che nei giorni scorsi ha dichiarato essere a rischio tra i 700 mila e un milione di posti di lavoro. «Sicuramente ci aspettano mesi molto duri, l’impatto del Covid-19 riguarda sia la domanda interna che quella estera – spiega Ballotta – La caduta del commercio estero si sta facendo sentire soprattutto nella nostra regione, la cui economia dipende per il 40% dalle esportazioni. Per questo soffrono i settori più vocati all’export, come ceramica, tessile-abbigliamento, autoveicoli e meccanica. Mentre, però, le imprese di questi settori possono ragionevolmente sperare in un significativo rimbalzo dei fatturati tra fine 2020 e inizio 2021, ci preoccupano molto il piccolo commercio, alberghi, bar e ristoranti. Le nostre categorie ci avvertono che molti esercizi rischiano davvero di non riaprire più. Quindi, – continua il segretario Cisl – dobbiamo anche ascoltare gli allarmi di Confindustria, ma poi sforzarci di individuare insieme possibili soluzioni ai problemi da affrontare, che sono peraltro già ben chiari al tavolo permanente aperto con il Comune di Modena nell’ambito del Patto per lo sviluppo. Siamo tutti consapevoli che il coronavirus ci obbliga a ripensare il nostro modello di crescita. I lavoratori modenesi, per esempio, devono essere più coinvolti nei processi innovativi e nella transizione digitale attraverso progetti di formazione, riconversione e riqualificazione permanenti. Oggi dobbiamo ripartire dalla centralità della persona e del lavoro, allargando la “governance” delle aziende ai rappresentanti dei lavoratori e introducendo forme di democrazia economica. Sarebbe bello che proprio dal nostro territorio, che si è storicamente dimostrato capace di innovare non solo i processi produttivi, ma anche quelli sociali, – conclude il segretario generale della Cisl Emilia Centrale – partisse la proposta di un nuovo patto imprese-lavoratori per affrontare la ripartenza post Covid-19».