È iniziata giovedì scorso 1 giugno, con uno sciopero per l’intera giornata, la mobilitazione di una sessantina di lavoratori in appalto presso Bellentani, storico salumificio di Vignola. I lavoratori coinvolti, dopo varie vicende, sono ora dipendenti di Alma, un’agenzia per il lavoro che ha acquisito l’appalto delle attività di confezionamento presso il salumificio. Nei giorni scorsi Alma ha comunicato alle organizzazioni sindacali un esubero di circa 20 persone. «Ciò è avvenuto – spiegano Fit Cisl, Filt Cgil, Fai Cisl e Flai Cgil – durante un incontro convocato per affrontare diverse criticità sulla gestione di questo appalto, tra le quali l’istituzione non condivisa della banca ore, la corretta applicazione contrattuale e lo stato occupazionale. Alma ha anche rifiutato l’attivazione degli ammortizzatori sociali che, in questo caso, sarebbero utili per guadagnare tempo. Si tratta, infatti, di una realtà dove è difficile, allo stato attuale, determinare l’esubero, perché la disposizione delle attività appaltate porta a una sempre maggiore instabilità delle quantità delle prestazioni richieste, intrecciandosi con l’attività dei lavoratori dipendenti della “Bellentani”, non permettendo perciò di stabilire la reale situazione dell’appalto». I sindacati sottolineano che, ancora una volta, la vicenda riguarda il distretto agroalimentare modenese delle carni, un settore nel quale la ricerca del risparmio sul costo lavoro attraverso una serie di “dubbi” appalti che si susseguono nel tempo, inizia a mettere in discussione la tutela del posto di lavoro stesso. «L’assenza di concrete risposte, a richieste avanzate da anni a tutti i livelli istituzionali, per una regolarizzazione e regolamentazione del settore che parta dalle tutele verso i soggetti più deboli di questa filiera produttiva, cioè i lavoratori, porterà inevitabilmente – concludono Fit Cisl, Filt Cgil, Fai Cisl e Flai Cgil Modena – a situazioni di conflitto sempre maggiore, come quelle che stiamo vivendo ormai da alcuni anni».