Dopo gli elogi i fatti. Un primo conguaglio straordinario nella busta paga di aprile per l’emergenza Covid. È quanto è stato stabilito nella giornata di ieri tra Rsu, Cgil, Cisl, Uil e la direzione dell’Ausl come iniziale e parziale segno di tangibile riconoscimento per il lavoro svolto da tutti i professionisti nel corso dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus che, ricordiamolo, non è ancora finita.
Questa la sintesi all’accordo sindacale che, sull’onda di quanto recentemente annunciato dalla Regione, darà nella busta paga di aprile un riconoscimento economico straordinario ai dipendenti dell’azienda sanitaria. “E’ previsto – spiegano il segretario responsabile della sanità reggiana Gennaro Ferrara e i componenti la Rsu Cisl dell’azienda Usl di Reggio Emilia – un incentivo pari a 20 euro a turno per gli operatori sanitari e di 10 euro per i non sanitari. In questo modo andiamo a dare a più di 5000 dipendenti, tanti sono i dipendenti dell’Ausl non dirigenti, in media 400 euro ai sanitari e oltre 200 ai non sanitari”.
E non viene escluso nemmeno chi si è assentato perché positivo al Coronavirus: “Ai tanti professionisti che hanno contratt

o il virus al lavoro e che quindi hanno aperto un infortunio, verrà erogato la stessa somma che avrebbero percepito se fossero stati al lavoro. Molti di questi sono anche già rientrati al lavoro, altri sono ancora assenti perlopiù a casa tranne rari casi che sono in terapia intensiva, cui va il nostro pensiero”.
E si tratta solo del primo acconto. “In questa fase abbiamo dato un riconoscimento solo sulla base dell’effettiva presenza in servizio – commentano i componenti la RSU CISL -. Ma per maggio abbiamo l’intenzione di far avere ai dipendenti, appena sapremo quanto dei 20 milioni annunciati dalla Regione arriverà a Reggio, delle somme incentivanti riservate a coloro che hanno lavorato a più stretto contatto con i pazienti Covid. Al riguardo stiamo già sollecitando la Regione affinché nella distribuzione di questa somma non si applichi un criterio meramente matematico, ma si considerino le differenti criticità che purtroppo stiamo vivendo noi, insieme a Piacenza e Parma, rispetto al resto dell’Emilia-Romagna”.