Sanità nella Bassa Modenese: aggiornamento del disegno territoriale

È stato fatto il punto sulla sanità nell’Area Nord della provincia di Modena nell’incontro che Cgil Cisl Uil, e le rispettive categorie del pubblico impiego e dei pensionati, hanno avuto nelle settimane scorse con l’Unione dei Comuni e il direttore del distretto sanitario di Mirandola dell’Ausl Massimo Fancinelli. I temi affrontati hanno riguardato l’aggiornamento del disegno complessivo della sanità territoriale, a partire dall’adeguamento e completamento strutturale della Casa della Salute di Finale Emilia, per la quale il bando di gara di assegnazione lavori è atteso entro fine anno, per una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro. Entro il mese di novembre arriverà quello per la nuova struttura di Mirandola, per una spesa prevista di circa 7,8 milioni. L’interesse sindacale si è concentrato principalmente sulla funzionalità dei servizi e l’integrazione con i servizi sociali, perché povertà e problemi di salute sono fenomeni spesso collegati tra loro. Fancinelli ha detto che l’Ausl intende promuovere la domiciliarità, ponendosi come obiettivo principale il rafforzamento delle cure riservate alla cronicità (diabete, scompenso cardiaco, malattie polmonari). È per questo che, nell’ambito della prevenzione o, meglio, della cosiddetta “medicina d’iniziativa”, si stanno avviando percorsi innovativi di telemedicina per assistere broncopneumopatie, cardiopatie e demenze, oltre all’ampliamento della specialistica ambulatoriale per cercare di ridurre i tempi d’attesa, che rimangono un aspetto di inefficienza incomprensibile. Le novità riguardano il progetto per i bambini obesi, l’intervento sulla dislessia e un rinnovato impegno nella pratica di sani stili di vita. L’evoluzione delle cure prevede la nascita degli Osco (ospedali di comunità) con 20 posti letto a Finale Emilia e 23 a Mirandola. Si tratta di strutture di tipo intermedio dove a ricoverare saranno i medici di base e il servizio delle dimissioni protette, rivolte a cittadini del distretto per ricoveri temporanei che necessitano di cure ad alta intensità infermieristica, oltre che sede ideale per la formazione dei caregiver (aiuto ai familiari di persone fragili). I sindacati a questo proposito hanno chiesto di accelerare i tempi di completamento dell’organico del Puass (Punto unico di accesso socio-sanitario), cioè dello strumento di raccordo tra ospedale e territorio, che deve appunto selezionare e coordinare le risposte più adeguate alle necessità dei cittadini prima della loro dimissione. In attesa che si realizzino i nuovi ospedali territoriali, occorrono al più presto posti letto che facilitino le dimissioni dall’ospedale per coloro che hanno un bisogno prevalentemente sociale. La risposta arrivata al tavolo non è parsa sufficiente perché, se pure a breve saranno disponibili i primi due posti letto, la necessità di rafforzare la domiciliarità dovrebbe prevederne almeno otto. Sono, invece, in fase avanzata gli interventi previsti per la Casa della Salute di Cavezzo, che sarà allargata con il completamento del secondo stralcio dei lavori, e di quella di Concordia con la messa a punto dei servizi per l’infanzia. Infine è in fase di valutazione a livello regionale anche la realizzazione della Casa della Salute di San Felice. Per effetto della formazione sui medici di base e sul personale infermieristico, sono diventate realtà anche le prestazioni di cure palliative all’interno delle Case di riposo e a livello ambulatoriale. Al completamento della rete locale assistenziale manca la realizzazione dell’Hospice che sarà dotato di 14 posti e per il quale la Fondazione nata a tal proposito ha già acquistato il terreno a San Possidonio – località Fornace – e assegnato l’incarico di progettazione. L’integrazione con l’ospedale di Mirandola è uno degli argomenti che deve essere sviluppato ulteriormente per permettere un utilizzo appropriato dei posti letto in favore dei cittadini che si trovino nella fase acuta; quindi l’apertura di ulteriori quattro posti di orto-riabilitazione rappresenta un primo risultato che i sindacati giudicano molto utile al territorio, portando la disponibilità attuale a 126 posti ospedalieri. Tuttavia è stato chiesto che si allarghi la risposta prevedendo almeno altri quattro posti. «Riteniamo che, allo stesso modo, la promozione del Punto nascita passi dalla collaborazione diretta e diffusa dei consultori familiari che da sempre fanno del sostegno alla maternità l’obiettivo primario – aggiungono Cgil Cisl Uil Area Nord Modena, Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl, Spi Cgil Fnp Cisl Uilp Uil – Per questo vanno potenziati considerando le necessità emergenti, come la presa in carico della donna in età menopausale. A tal proposito vorremmo condividere la formulazione di un progetto sperimentale, sottoscritto dall’Ausl e dal coordinamento donne di Cgil Cisl Uil. Per portare a compimento l’insieme della progettualità in corso, bisogna però fare i conti con l’evidente carenza di personale, che ha soprattutto bisogno di ritrovare la giusta motivazione. Un personale che ha dato molto nella fase del terremoto, garantendo che non ci fosse nessuna interruzione di servizio e subito dopo si è impegnato nella riorganizzazione dei servizi, offrendo maggiore qualità nelle prestazioni e che oggi è sottoposto a una complessa revisione del processo lavorativo, nell’ottica di una presa in carico personalizzata del paziente».

2018-11-20T11:06:19+00:00