Sono quasi 700 i lavoratori modenesi della sanità privata interessati allo sciopero regionale di lunedì prossimo 28 gennaio, proclamato da Cgil Cisl Uil di categoria per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto dal 2007. Sono previsti presidi in tutte le province. A Modena il presidio si tiene dalle 9.30 alle 11.30 davanti a “Villa Igea”, il cui direttore amministrativo è presidente provinciale Aiop (Associa

La conferenza stampa dei sindacalisti di Cgil Cisl Uil sanità

zione italiana ospedalità privata). Lo sciopero è indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Emilia-Romagna e fa seguito alla protesta avvenuta il 14 dicembre nel Lazio. A livello regionale la sanità privata coinvolge oltre 7.500 occupati, gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati Aiop) oltre 730 milioni di euro di fatturato. A Modena interessa strutture sanitarie, accreditate e non, con il servizio sanitario nazionale, quali Hesperia Hospital, Villa Igea, casa di cura Fogliani, ospedale Villa Rosa, Poliambulatorio Chirurgico Modenese, Villa Pineta di Gaiato (Pavullo), per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico-sanitario, operatori socio-sanitari e amministrativi (esclusa la dirigenza medica). Lo sciopero coinvolge tutte le lavoratrici e lavoratori che lavorano in strutture nelle quali vengono applicati i ccnl di Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari), Aiop, aziende sanitarie associate e non ad Aiop e Aris. «È un settore il cui contratto nazionale di lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben dodici anni – hanno detto stamattina in conferenza stampa Chiara Malagola e Alessandro De Nicola (Fp Cgil Modena), Patrizia De Cosimo (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giuseppe Belloni (Uil Fpl Modena) – L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e al 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale, malgrado sia evidente come queste aziende garantiscano prestazioni pubbliche ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato. Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico. Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. In pochissime occasioni gli utili sono stati distribuiti ai dipendenti come produttività. I lavoratori e le lavoratrici della sanità privata chiedono un giusto salario e la valorizzazione professionale. Consideriamo che, a parità di qualifica, il loro stipendio è inferiore di 2-300 euro rispetto ai dipendenti pubblici». Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl respingono la posizione delle aziende, che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Per i sindacati questo non è accettabile, soprattutto perché gli utili prodotti fino a oggi dimostrano che non c’è alcuna crisi del settore. «In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni, con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità chiesta agli operatori – continuano Malagola, De Nicola, De Cosimo e Belloni – I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici, come l’obbligatorietà dell’iscrizione agli Ordini e la richiesta di assicurazione obbligatoria professionale per la colpa grave. Siamo dunque di fronte a un impoverimento degli stipendi, che devono recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni. Lunedì prossimo 28 gennaio, giorno dello sciopero, verrà distribuito un adesivo che potrà essere utilizzato da tutti quei professionisti che non potranno scioperare perché – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – impegnati a garantire i servizi essenziali».